Mutuo prima casa 28 luglio: IRS scende a 3,15%, rata sotto i 430 euro

La seduta del 28 luglio 2026 regala un lieve alleggerimento a chi sta per accendere un mutuo per la prima casa. L'IRS a 10 anni, parametro di riferimento per i tassi fissi, scende al 3,15% dal 3,17% di ieri, mentre le offerte delle banche permettono di ottenere rate mensili comprese tra 423 e 432 euro su un finanziamento trentennale di 100.000 euro. Un freno, seppur timido, alla pressione sui mutui prima casa che da settimane viaggiano sopra la soglia del 4%.
Per chi acquista il primo immobile e può contare sulle agevolazioni under 36 o sulla garanzia statale del Fondo Mutui Prima Casa, il momento resta favorevole per bloccare un tasso sostenibile prima di eventuali nuovi rialzi BCE.
I tassi di oggi: Euribor quasi stabile, IRS in lieve calo
La rilevazione del 28 luglio mostra un quadro complessivamente favorevole per chi cerca un mutuo a tasso fisso per l'acquisto della prima casa. L'Euribor a 1 anno, indice dei variabili, arretra a 2,943% (-0,039 punti), mentre le scadenze più brevi restano vicine ai valori del giorno precedente.
| Indice | Fixing 28/07/2026 | Fixing 27/07/2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Euribor 1 mese | 2,185% | 2,175% | +0,010 |
| Euribor 3 mesi | 2,445% | 2,454% | -0,009 |
| Euribor 1 anno | 2,943% | 2,982% | -0,039 |
| IRS 10 anni | 3,15% | 3,17% | -0,020 |
| IRS 20 anni | 3,33% | 3,34% | -0,010 |
| IRS 30 anni | 3,25% | 3,26% | -0,010 |
Il movimento discendente dell'IRS a 10 anni è quello che impatta più direttamente sulle offerte di mutuo prima casa a tasso fisso, perché le banche lo usano come base per costruire il TAN finale. Un calo di 2 centesimi non rivoluziona il mercato, ma abbassa il punto di partenza delle trattative, un dettaglio che può fare la differenza per chi presenta domanda al Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa e ha bisogno di rientrare nei parametri di sostenibilità richiesti.
Le migliori offerte per la prima casa a tasso fisso
Le simulazioni pubblicate oggi da MutuiOnline.it per un acquisto prima casa – mutuo di 100.000 euro, durata 30 anni, richiedente di 35 anni con reddito mensile di 2.600 euro e immobile da 200.000 euro – mettono in fila tre proposte che scendono tutte sotto o appena sopra la soglia dei 430 euro al mese.

| Banca | TAN | TAEG | Rata mensile | Spese istruttoria | Spese perizia |
|---|---|---|---|---|---|
| Credem | 3,04% | 3,42% | 423,76 € | 1.200 € | 300 € |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | 3,31% | 427,02 € | 800 € | 237,90 € |
| Banco BPM | 3,20% | 3,47% | 432,47 € | 1.000 € | 320 € |
Credem offre il TAN più basso (3,04%) e la rata mensile più leggera, ma i costi iniziali sono i più alti: 1.200 euro di istruttoria più 300 di perizia, per un esborso complessivo di 1.500 euro alla partenza. Banco di Desio riduce l'impatto iniziale a 1.037,90 euro (800 + 237,90), con una rata di 427,02 euro. Banco BPM si colloca in posizione intermedia, con un TAEG del 3,47% che incorpora spese di istruttoria e perizia per 1.320 euro.
Per chi sta comprando la prima casa e ha liquidità limitata, il costo di avvio del mutuo può fare la differenza tanto quanto la rata mensile. Le agevolazioni under 36 – quando applicabili – possono alleggerire proprio questa fase iniziale, azzerando imposte di registro, ipotecarie e catastali, e riducendo l'impatto delle spese accessorie sul budget familiare.
Cosa significa per chi acquista la prima casa oggi
Con l'Euribor a 1 anno ancora vicino al 3% e le attese di un possibile rialzo BCE a settembre, la quasi totalità delle richieste di mutuo prima casa punta oggi sul tasso fisso. Blindare la rata per 30 anni resta la strategia dominante, soprattutto per chi acquista il primo immobile e non può permettersi oscillazioni che metterebbero a rischio l'equilibrio del bilancio familiare.
Su un finanziamento da 100.000 euro in 30 anni, il differenziale tra la miglior offerta fissa (423,76 euro) e una rata variabile calcolata sull'Euribor 3 mesi più spread medio sarebbe di poche decine di euro. Un margine che spinge le famiglie al primo acquisto a cercare certezza, anche perché l'accesso alle garanzie statali e ai bonus prima casa richiede una pianificazione finanziaria stabile e documentabile.
Ottenere un TAN sotto il 3,10% per 30 anni diventa così un obiettivo realistico, soprattutto se il lieve calo dell'IRS di questi giorni venisse confermato nelle prossime sedute. La concorrenza tra banche, intanto, tiene aperti spazi di negoziazione: la distanza tra il TAN più basso (3,04%) e quello più alto (3,20%) mostra che lo stesso profilo di mutuatario può spuntare condizioni sensibilmente diverse a seconda dell'istituto.
Il consiglio operativo per chi affronta il primo acquisto è quindi di incrociare sempre TAN, TAEG e costi di istruttoria: la rata più bassa non è automaticamente la scelta più conveniente se impone un anticipo di spesa che prosciuga i risparmi accumulati per rogito e arredo. E prima di firmare, verificare con un consulente se si possiedono i requisiti per il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa o per le agevolazioni under 36: possono trasformare un mutuo già competitivo in un'operazione ancora più sostenibile per chi mette piede per la prima volta nel mercato immobiliare.






















