Mutui prima casa: il rialzo dell’IRS a 10 anni spinge i fissi, ma le banche tengono i TAN sotto il 3,20%

L’aggiornamento dei tassi Euribor e IRS del 13 luglio 2026 consegna ai futuri mutuatari un segnale contrastante. L’IRS a 10 anni — il parametro che guida i mutui a tasso fisso — sale a 3,15% dal 3,11% del fixing precedente, invertendo il mini-calo osservato il 9 luglio. Per chi sta cercando un finanziamento per la prima casa, il dato si traduce in una pressione al rialzo sui costi dei fissi, proprio mentre le migliori offerte bancarie restano ancorate a TAN competitivi.
L’IRS a 10 anni sale ancora: cosa significa per il mutuo prima casa
L’IRS (Interest Rate Swap) è il termometro dei mutui a tasso fisso. Quando sale, le banche tendono a rivedere al rialzo i TAN applicati ai nuovi contratti. Il fixing del 13 luglio 2026 mostra una risalita generalizzata su tutte le scadenze: IRS 10 anni a 3,15%, 15 anni a 3,3%, 20 anni a 3,34%, 25 anni a 3,33%, mentre il 30 anni resta costante a 3,28%.
Per chi acquista la prima casa con un orizzonte di finanziamento lungo — tipicamente 25 o 30 anni — l’aumento, seppur contenuto in pochi centesimi, va monitorato. Un rialzo di 4 punti base sull’IRS a 10 anni non è irrilevante quando si proietta su un piano di ammortamento trentennale.
Le migliori offerte prima casa di oggi: TAN fermi nonostante la pressione
Le rilevazioni di MutuiOnline.it del 14 luglio 2026 indicano che diverse banche stanno ancora offrendo condizioni promozionali per l’acquisto della prima casa. Su un mutuo da 100.000 euro in 30 anni, spiccano tre proposte:

- Banco di Desio e della Brianza: mutuo D-Evolution con TAN al 3,10% e rata mensile di 427,02 euro. Istruttoria 800 euro, perizia 237,90 euro, TAEG 3,31%.
- Banco di Sardegna: mutuo Casa Tasso Fisso Promo con TAN al 3,20%, rata da 432,47 euro. Istruttoria 998 euro, perizia 350 euro, TAEG 3,45%.
- BPER Banca: mutuo Promo Tasso Fisso, stesso TAN del 3,20% e rata identica a 432,47 euro. Condizioni riservate alla sottoscrizione online.
La distanza tra il TAN migliore (3,10%) e l’IRS a 10 anni (3,15%) è minima: appena 5 punti base. Significa che le banche stanno comprimendo i margini sui prodotti prima casa più competitivi, un elemento da tenere presente se si sta valutando l’accensione di un mutuo.
Euribor in calo generalizzato: lo spread fisso-variabile si allarga?
Sul fronte del tasso variabile, i fixing Euribor del 13 luglio mostrano un ribasso esteso: il tasso a 1 mese scende a 2,224% (dal 2,27%), il 6 mesi a 2,621% e il parametro più usato nei mutui indicizzati, l’Euribor a 1 anno, cala a 2,8% dal 2,831% precedente. L’unica eccezione è l’Euribor a 3 mesi, in lieve rialzo a 2,431%.
Il movimento rafforza un quadro in cui il differenziale tra fisso e variabile — già sceso a 0,48 punti percentuali a giugno 2026 con TAN medi di 3,26% e 2,78% — potrebbe riaprirsi. Per l’acquirente della prima casa, la scelta tra le due opzioni va valutata caso per caso, ma il fisso con TAN sotto il 3,20% resta un punto di riferimento per chi cerca rate stabili nel tempo.
Un mercato in equilibrio precario: cosa guardare nei prossimi giorni
Il rimbalzo dell’IRS dopo il breve raffreddamento del 9 luglio segnala che il mercato dei tassi a medio-lungo termine non ha ancora trovato una direzione stabile. Considerando che il TAEG medio sui nuovi mutui casa ha raggiunto il 3,96% a maggio 2026 — il massimo dall’agosto 2024 — il consiglio per chi sta per firmare un rogito è monitorare gli aggiornamenti quotidiani e confrontare le offerte in tempo reale. Le migliori condizioni prima casa di oggi potrebbero non essere disponibili domani.































