Mutuo: rata fissa 421,06, confronto vale 11,41/mese

La rata più bassa del panel dedicato ai mutui prima casa per 100.000 euro in 30 anni è 421,06 euro, ma tra la prima e l'ultima offerta c'è una differenza di 11,41 euro al mese: una lettura possibile è che, per un primo acquisto, il confronto tra preventivi conti più della singola variazione giornaliera degli indici.

Euribor e Eurirs: i fixing tra il 28 e il 29 ottobre 2026

Il fixing del 29 ottobre 2026 mostra l'Euribor a 3 mesi in rialzo al 2,643% e l'Eurirs a 10 anni in ribasso al 3,47%. Per un mutuo a tasso fisso, l'Eurirs è il parametro di indicizzazione; per il variabile, l'Euribor.

Indice28/10/202629/10/2026Variazione
Euribor 1 mese2,446%2,442%-0,004 punti
Euribor 3 mesi2,618%2,643%+0,025 punti
Euribor 6 mesi2,96%2,973%+0,013 punti
Euribor 1 anno3,29%3,308%+0,018 punti
Eurirs 10 anni3,49%3,47%-0,02 punti
Eurirs 15 anni3,53%3,52%-0,01 punti
Eurirs 20 anni3,5%3,48%-0,02 punti
Eurirs 25 anni3,42%3,4%-0,02 punti
Eurirs 30 anni3,33%3,33%0

La variazione più ampia della giornata riguarda l'Euribor a 3 mesi, salito di 0,025 punti percentuali, mentre l'Eurirs a 10 anni è sceso di 0,02 punti. L'Euribor a 3 mesi, tra il 28 e il 29 ottobre, è passato da 2,618% a 2,643%.

La simulazione per un primo acquisto: 100.000 euro, rata da 421,06 euro

La simulazione per un tipico primo acquisto — impiegato di 35 anni residente a Milano, reddito di 2.600 euro al mese, mutuo da 100.000 euro su un immobile da 200.000 euro, durata 30 anni — indica una rata di 421,06 euro con Crédit Agricole Italia, TAN 2,99% e TAEG 3,24%. Il rapporto tra mutuo e valore dell'immobile è del 50% (100.000 su 200.000), un dato che aiuta a inquadrare la simulazione.

Monete d'oro, mini casa e grafici di tassi su scrivania luminosa, simbolo del confronto tra preventivi del mutuo
Il confronto tra preventivi di mutuo a tasso fisso conta più delle variazioni giornaliere degli indici.
  • Crédit Agricole Italia, Mutuo Credit Agricole Flexi: TAN 2,99%, TAEG 3,24%, rata 421,06 euro, istruttoria e perizia a 0 euro.
  • Credem, MUTUO TASSO FISSO: TAN 3,00%, TAEG 3,28%, rata 421,60 euro, perizia 300 euro.
  • Banco di Desio e della Brianza, Mutuo Fisso D.Evolution Green: TAN 3,20%, TAEG 3,37%, rata 432,47 euro, istruttoria 250 euro e perizia 237,90 euro.

Le tre offerte si rivolgono a chi acquista la prima casa e hanno durata 30 anni. La più conveniente per rata è Crédit Agricole Italia, con 0,54 euro in meno al mese rispetto a Credem (421,60 – 421,06 = 0,54). Banco di Desio e della Brianza costa 11,41 euro in più al mese rispetto alla prima offerta (432,47 – 421,06 = 11,41).

La differenza tra le offerte supera l'effetto degli indici

Tra la rata più alta e la più bassa del panel ci sono 11,41 euro al mese, calcolati su 100.000 euro in 30 anni. Nello stesso periodo, l'Eurirs a 10 anni è sceso di 0,02 punti percentuali: un movimento che, da solo, non spiega un divario di questa entità.

Per chi compra la prima casa, il dato utile non è tanto la variazione giornaliera dell'Eurirs, quanto il confronto tra le condizioni finali. Un TAN più basso di 0,21 punti (3,20% – 2,99%) produce una rata di 11,41 euro più alta sul mutuo da 100.000 euro. La differenza tra il TAEG più basso e il più alto è di 0,13 punti (3,37% – 3,24%).

Per un primo acquisto, la scelta del mutuo si gioca più sul confronto tra preventivi che sull'ultimo fixing. L'Eurirs a 10 anni al 3,47% offre un punto di partenza, ma la rata finale cambia di 11,41 euro al mese tra le offerte del panel: un margine che vale la pena verificare prima di firmare, insieme alle spese iniziali (istruttoria e perizia) che concorrono al costo effettivo.

Fonti

BCE, Lagarde lascia: IRS instabili per chi compra casa

Chi sta per firmare il mutuo per la prima casa ha un problema in più rispetto a tre mesi fa: non il livello dei tassi BCE, fermo al 2,50%, ma l'oscillazione degli IRS, gli indici su cui si costruisce il tasso fisso. Christine Lagarde lascerà la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027 e la successione apre una fase in cui le aspettative su Euribor e IRS possono muoversi prima che il nuovo presidente sia nominato. Per un acquisto finanziato con un mutuo di lungo periodo, bloccare oggi le condizioni significa proteggere la rata da quella volatilità.

Lagarde lascia la BCE: il calendario che conta per chi compra casa

Christine Lagarde lascerà la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027. La comunicazione al Consiglio direttivo e al presidente del Consiglio europeo António Costa è del 29 ottobre 2026, con i tassi fermi al 2,50%. La successione spetta al Consiglio europeo secondo l'articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Per chi compra casa, il passaggio da seguire è il Consiglio europeo del 17-18 dicembre, quando è probabile un accordo politico.

Sull'ampiezza dell'anticipo le fonti non concordano. Affaritaliani parla di circa otto mesi, mentre Business People, Advisor Online, Orafinanza e MutuiOnline indicano quasi nove mesi. La scadenza naturale del mandato è fissata al 31 ottobre 2027. La divergenza non è marginale: otto o nove mesi cambiano il tempo a disposizione dei leader europei per scegliere il successore prima delle elezioni presidenziali francesi della primavera 2027. Lagarde, 70 anni, era alla guida dell'Eurotower dal novembre 2019.

Tassi BCE fermi al 2,50%: cosa succede al mutuo già acceso

Il tasso sui depositi resta al 2,50%, il livello raggiunto dopo i rialzi dell'11 giugno e del 10 settembre 2026. Per chi ha già un mutuo a tasso fisso non cambia nulla: la rata resta quella del contratto. Per chi ha un variabile, la rata dipende dall'Euribor e quindi dalle aspettative sulle prossime decisioni della BCE.

I dati dell'Osservatorio di MutuiOnline.it al 26 ottobre indicano l'Euribor a 3 mesi al 2,638%, a 6 mesi al 2,978% e a 12 mesi al 3,225%. Tra la scadenza a 3 mesi e quella a 12 mesi ci sono 0,587 punti percentuali di differenza (3,225% – 2,638%): le scadenze più lunghe, già vicine o sopra il 3%, segnalano che il mercato incorpora ulteriori rialzi. Per chi deve ancora accendere il mutuo, il punto non è il tasso BCE di oggi ma l'aspettativa che si riflette sull'Euribor.

Le decisioni non sono prerogativa esclusiva della presidenza: le assume il Consiglio direttivo, composto dai sei membri del Comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali dell'area euro. La natura collegiale dell'organo tende a garantire continuità anche in presenza di un avvicendamento al vertice.

Nuovi mutui fissi: IRS a 20 anni da 3,60% a 3,46% in una settimana

Il costo dei nuovi mutui a tasso fisso è legato agli indici IRS. L'IRS a 20 anni è passato dal 3,60% del 19 ottobre al 3,46% del 26 ottobre 2026: un calo di 0,14 punti percentuali in una settimana (3,60% – 3,46%). Per chi compra casa, questa è la variabile da monitorare prima di firmare.

La transizione al vertice coincide con il sensibile rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, in particolare di quelli francesi, e con una stagione elettorale incerta. Ne può derivare un aumento della volatilità e dei premi al rischio, con possibili effetti sullo spread dei BTp e sul costo della raccolta per le banche italiane. Le valutazioni non sono univoche: alcuni analisti citati da Reuters vedono continuità istituzionale della BCE; l'economista Paul De Grauwe contesta la tempistica, giudicata subordinata al calcolo politico del presidente francese. Per chi deve stipulare, la prudenza suggerisce di bloccare la rata.

Casetta modello e grafici di tendenza su una scrivania luminosa, simbolo della scelta del mutuo a tasso fisso
Con la successione alla BCE gli IRS restano volatili: per chi firma un mutuo, bloccare il tasso fisso può proteggere la rata.

Chi sarà il successore e perché può muovere il tuo mutuo

I candidati più accreditati sono Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese dal 2011 al 2025, e Pablo Hernández de Cos, alla guida della Banca di Spagna dal 2018 al 2024 e oggi direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali. La nomina spetta al Consiglio europeo e richiede il sostegno di almeno 16 dei 21 Paesi dell'euro, che rappresentino il 65% della popolazione dell'area.

CandidatoEsperienzaOrientamento percepito
Klaas KnotGovernatore banca centrale olandese 2011-2025Più favorevole a una politica restrittiva
Pablo Hernández de CosBanca di Spagna 2018-2024; Banca dei regolamenti internazionaliPiù propenso a intervenire in caso di tensioni finanziarie

Il mandato dura otto anni e non è rinnovabile. Lagarde aveva inizialmente immaginato di restare cinque anni, anziché otto. È la seconda presidente a lasciare in anticipo dopo Wim Duisenberg, che se ne andò dopo cinque anni.

Il rinnovo riguarda tre dei sei seggi del Comitato esecutivo: Isabel Schnabel lascia il 3 gennaio per il Fondo monetario internazionale, il mandato del capo economista Philip Lane scade a maggio. La Germania ha quattro nomi per il posto di Schnabel: Markus Brunnermeier, Monika Piazzesi, Ulrike Malmendier e Tobias Adrian. Parigi punta al ruolo di capo economista con Agnès Bénassy-Quéré o Laurence Boone.

Per chi compra casa, la differenza tra i candidati conta nelle aspettative. Lale Akoner, global markets strategist di eToro, osserva che «la contenuta reazione iniziale dei mercati suggerisce come gli investitori si aspettino una continuità della politica monetaria piuttosto che un brusco cambiamento di direzione». Silvia Merler, Head of Responsible Investment & Policy Research di Algebris Investments, parla di «un impegnativo test di credibilità dopo poche settimane dall'insediamento» per il successore. Parole che, tradotte sul mutuo, significano una cosa: la volatilità può restare alta anche senza un cambio immediato dei tassi.

La finestra utile prima del Consiglio europeo del 17-18 dicembre

Per chi sta per acquistare la prima casa, la fase tra oggi e quella data è quella in cui le condizioni dei mutui fissi possono cambiare più rapidamente.

La scadenza naturale del mandato di Lagarde è il 31 ottobre 2027; l'uscita anticipata apre una fase di monitoraggio. La soluzione più adeguata dipende da durata, importo, propensione al rischio e stabilità del reddito. Il confronto tra le offerte disponibili permette di individuare il mutuo più adatto prima che la nuova fase della BCE entri nel vivo.

Analisi. Due numeri aiutano a leggere il momento. Primo: l'IRS a 20 anni è sceso di 0,14 punti in una settimana, ma resta al 3,46%; per un mutuo a tasso fisso significa che le condizioni possono muoversi anche di molto in pochi giorni. Secondo: l'Euribor a 12 mesi è al 3,225%, 0,587 punti sopra il 3 mesi; chi sceglie il variabile oggi sconta aspettative di rialzo, non di discesa. Il combinato disposto è che la successione BCE non cambia la rata di chi ha già un fisso, ma può cambiare il costo di chi deve ancora firmare. Bloccare le condizioni, in questa fase, è la mossa che protegge il primo acquisto dall'incertezza tra Francoforte e Parigi.

Il vero test per chi compra casa non è la data delle dimissioni, ma la capacità degli IRS di restare stabili mentre il Consiglio europeo sceglie il successore.

Fonti

BCE 2,50%: mutui fissi dal 2,99%, green riducono spread

La Bce si prepara a lasciare il tasso sui depositi al 2,50%, ma per chi compra la prima casa la decisione di oggi conta meno del prezzo che le banche applicano al fisso e delle condizioni dedicate al primo acquisto, come i mutui green per le case efficienti. Le offerte fisse seguono l'Eurirs e possono rincarare nei giorni prima di una riunione, anche se poi la Bce non fa nulla. Le migliori proposte prima casa in tabella partono da un TAN del 2,99% e da una rata di 421,06 euro su 100.000 euro in 30 anni.

La pausa del 29 ottobre è quasi certa, dicembre resta il nodo

I future sull'€STR prezzano una probabilità del 97% che la Bce lasci i tassi fermi giovedì 29 ottobre 2026, dopo i rialzi di giugno e del 10 settembre. Il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sul rifinanziamento principale al 2,65% e quello marginale al 2,90%. Il mercato guarda soprattutto alla riunione del 17 dicembre.

La decisione arriva in una fase delicata: a settembre l'inflazione dell'area euro è salita al 3,8% dal 3,2% di agosto, il livello più alto da settembre 2023, trainata dall'energia a +18,9% su base annua. Secondo Orafinanza (dati Eurostat) l'inflazione di fondo è al 2,5%; Segugio la indica all'1,7%, con una diversa definizione (al netto di energia e alimentari freschi). I dati non coincidono su due dettagli: Segugio.it riporta l'Italia al 4,2% (stima Istat), Orafinanza al 4,1% (dati Eurostat); per l'energia area euro il dato preliminare è +18,8% e quello definitivo +18,9%.

Sul calendario c'è un errore in una fonte: il lead di BusinessOnline parla di giovedì 28 ottobre, mentre il corpo dello stesso articolo e le altre fonti indicano giovedì 29 ottobre 2026. Morgan Stanley, Danske Bank, Rabobank, Nomura e Nordea prevedono una pausa il 29 ottobre e un nuovo rialzo a dicembre; Nordea indica esplicitamente 25 punti base. Commerzbank ipotizza il tasso sui depositi al 2,75% a fine anno. A fine settembre i future davano una probabilità del 60% a un rialzo già a ottobre, poi le parole di Christine Lagarde hanno spostato le attese.

Per chi compra la prima casa il fisso costa più subito ma blocca la rata

La prima scelta per un mutuo prima casa è tra fisso e variabile: il fisso mette al riparo da nuove strette e rende nota la rata fin dal primo giorno, mentre il variabile parte da un costo inferiore ma segue l'Euribor. Per un primo acquisto il fisso va confrontato sul costo totale, non solo sul TAN.

La simulazione di Segugio.it del 29 ottobre 2026 (impiegato 35 anni, Milano, reddito 2.600 euro, mutuo 100.000 euro su immobile da 200.000, durata 30 anni) indica queste offerte fisse per l'acquisto della prima casa:

BancaTANRata mensileTAEG
Crédit Agricole Italia2,99%421,06 €3,24%
Credem2,99%421,06 €3,27%
Banco di Desio e della Brianza3,20%432,47 €3,37%
Banco BPM3,20%432,47 €3,51%
Intesa Sanpaolo3,33%439,61 €3,53%
Webank3,65%457,46 €3,77%

Tra la rata più bassa (421,06 euro) e la più alta (457,46 euro) ci sono 36,40 euro al mese: su 30 anni, cioè 360 rate, la differenza arriva a 13.104 euro (36,40 × 360). Banco di Desio aggiunge 250 euro di istruttoria e 237,90 euro di perizia: un TAN del 3,20% non basta a dire che l'offerta è più cara o più conveniente.

Variabile e fisso: 46,93 euro al mese di distanza

Sul mutuo da 150.000 euro in 20 anni il variabile costa 819,93 euro al mese e il fisso 866,86: la differenza è di 46,93 euro (866,86 – 819,93). Con un rialzo di 0,25 punti il variabile sale a 838,67 euro. Segugio stima per il fisso un TAN medio del 3,65% (+19 punti base, non +25) e una rata di 881,55 euro: con questi valori la distanza scende a 42,88 euro.

Modellino di casa, monete d'oro e grafici in salita su skyline luminoso, simbolo dei mutui prima casa a tasso fisso
La Bce resta ferma al 2,50%: per chi compra casa contano ora i tassi fissi e i mutui green.

I TAN medi al 1° ottobre erano 2,84% per il variabile e 3,46% per il fisso. Con un rialzo di 25 punti base il variabile salirebbe al 3,09%, mentre il fisso medio salirebbe al 3,65% (+19 punti base) secondo la stima di Segugio; con due interventi il variabile arriverebbe al 3,34% e il fisso al 3,80%, con rate di 857,66 e 893,24 euro. Il variabile resterebbe più conveniente, ma la distanza dal fisso scenderebbe da circa 47 a meno di 36 euro al mese. Il risparmio iniziale del variabile, 46,93 euro al mese, vale 563,16 euro all'anno (46,93 × 12). Un solo rialzo lo riduce a 42,88 euro al mese, cioè 514,56 euro all'anno; con due interventi scende a 35,58 euro al mese, 426,96 euro all'anno.

Su un mutuo variabile da 150.000 euro in 25 anni al 3,6%, un rialzo da 0,25 punti pesa 20 euro al mese (da 759 a 779); con quattro rialzi la rata arriva a 842 euro, 83 euro in più. Sono cifre massime: chi ha già pagato parte del mutuo ha un capitale residuo più basso.

Il fixing Euribor del 14 ottobre 2026 indicava 2,441% a 1 mese, 2,628% a 3 mesi, 2,924% a 6 mesi e 3,201% a 12 mesi: la curva crescente mostra che il mercato scommette su ulteriori rialzi. Per chi deve accendere un mutuo prima casa, il variabile è adatto solo se il bilancio familiare ha margine per assorbire aumenti; il fisso elimina l'incognita.

Mutui green e spese: le leve per il primo acquisto

Con i mutui green molti istituti riservano a chi acquista case efficienti uno spread ridotto. Per un primo acquisto conviene confrontare anche istruttoria, perizia e assicurazioni: un TAN basso non basta se il costo complessivo sale. La classe energetica dell'immobile è una leva spesso sottovalutata.

Le spese iniziali possono pesare: nella tabella di Segugio.it Banco di Desio applica 250 euro di istruttoria e 237,90 euro di perizia, mentre Crédit Agricole e Credem azzerano l'istruttoria (Credem indica 300 euro di perizia). Il confronto va fatto con importo e durata identici, altrimenti il TAN più basso può nascondere un costo più alto.

Anticipare i tempi può fare la differenza: avviare ora la ricerca del mutuo permette di valutare le condizioni attuali prima che una nuova decisione della Bce si trasferisca sui listini delle banche.

Cosa controllare prima di firmare

Per un primo acquisto la scelta del tasso va legata alla sostenibilità della rata, non solo al confronto tra TAN. Chi ha un margine può valutare il variabile, che parte più basso; chi vuole una rata certa sceglie il fisso. Prima di firmare, però, vanno verificati tre elementi: costo totale, classe energetica e tempi della banca.

  • Tipo di tasso: il fisso protegge da nuove strette; il variabile segue l'Euribor.
  • Costo totale: sommare TAN, TAEG, istruttoria, perizia e assicurazioni.
  • Classe energetica: verificare se l'immobile accede a un mutuo green con spread ridotto.
  • Tempi: chiedere le condizioni prima che la Bce si riunisca, perché il fisso può muoversi prima.
  • Formule miste: valutare un tasso misto o un tetto massimo al variabile (cap), se la banca lo propone.

La pausa al 2,50% non è una buona notizia per chi spera in un calo immediato del variabile: la rata dipende dall'Euribor e non scende per il solo fatto che la Bce si fermi. Per chi compra la prima casa, il vero vantaggio è decidere con un costo noto e verificare le condizioni dedicate, dalla classe energetica per i mutui green alle spese accessorie, invece di rincorrere un mercato che ha già spostato l'attenzione su dicembre.

Fonti

Mutuo acquisto: Euribor giù, pesano perizia e istruttoria

Per chi sta per accendere il primo mutuo, il fixing di lunedì 26 ottobre 2026 porta un segnale concreto: l’Euribor scende su tutte le scadenze ed è l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile. Il 3 mesi scende a 2,638% dal 2,666%. La rata variabile si alleggerisce, ma per un primo acquisto il vero nodo resta la somma da mettere subito tra perizia e istruttoria.

Euribor in calo su tutte le scadenze

Il fixing del 26 ottobre 2026 rilevato da MutuiOnline.it mostra l’Euribor 1 mese al 2,443%, dal 2,454%; il 3 mesi al 2,638%, dal 2,666%; il 6 mesi al 2,978%, dal 3,012%; l’1 anno al 3,225%, dal 3,267%. In linea generale, per un mutuo a tasso variabile il calo riduce la quota interessi della rata.

IndiceFixing 26/10/2026Fixing precedente
Euribor 1 mese2,443%2,454%
Euribor 3 mesi2,638%2,666%
Euribor 6 mesi2,978%3,012%
Euribor 1 anno3,225%3,267%

Sul 3 mesi la discesa è di 0,028 punti percentuali: su 100.000 euro di capitale, con un calcolo semplice, sono 28 euro l’anno, circa 2,33 euro al mese.

Modellino di casa, monete d'oro e linea di tendenza in calo: il costo del mutuo prima casa
Il calo dell'Euribor alleggerisce la rata, ma per la prima casa pesano perizia e istruttoria.

Eurirs stabili tra 3,28% e 3,51%

L’Eurirs a 10 anni resta al 3,47%, quello a 20 anni scende al 3,46% dal 3,47%. Le scadenze 15, 25 e 30 anni sono ferme a 3,51%, 3,38% e 3,28%. Per chi valuta un tasso fisso, il fixing non cambia il quadro rispetto al fixing precedente.

IndiceFixing 26/10/2026Fixing precedente
Eurirs 10 anni3,47%3,47%
Eurirs 15 anni3,51%3,51%
Eurirs 20 anni3,46%3,47%
Eurirs 25 anni3,38%3,38%
Eurirs 30 anni3,28%3,28%

Le offerte per il primo acquisto: rata e spese iniziali

La simulazione MutuiOnline.it del 27 ottobre 2026 ore 09:00 considera un impiegato di 35 anni residente a Milano, reddito di 2.600 euro mensili, mutuo da 100.000 euro su un immobile da 200.000 euro, durata 30 anni. Ecco le migliori offerte a tasso fisso.

BancaTANTAEGRata mensileSpese iniziali
Credem2,95%3,23%418,91 €Perizia 300 €
Crédit Agricole Italia2,99%3,24%421,06 €Istruttoria 0 € (immobili di classe A e B) e perizia 0 €
Banco di Desio e della Brianza3,20%3,37%432,47 €Istruttoria 250 € + perizia 237,90 €

Tra la rata più bassa e la più alta ci sono 13,56 euro al mese (418,91 contro 432,47), cioè 162,72 euro l’anno. Sommando istruttoria e perizia, Banco di Desio chiede 487,90 euro (250 + 237,90), Credem 300 euro, Crédit Agricole azzera perizia e istruttoria per gli immobili di classe A e B.

La differenza la fanno le spese iniziali

Crédit Agricole costa 2,15 euro in più al mese di Credem (421,06 – 418,91), ma azzera 300 euro di perizia e l’istruttoria per gli immobili di classe A e B. Il maggior costo si recupera dopo circa 140 rate, quasi 12 anni. Per chi compra la prima casa, il calo dell’Euribor è un aiuto, ma la scelta si gioca sulla somma iniziale: con 300 euro di perizia davanti, una rata più bassa di 2,15 euro al mese non è decisiva.

Fonti

Mutuo acquirente: Bce può attendere, il tasso del rogito

Chi compra la prima casa e accende ora il mutuo non aspetta la decisione della Bce del 29 ottobre: quel costo lo sta già pagando. Le offerte a tasso fisso si muovono sull'Eurirs, che incorpora le attese e può rincarare nei giorni prima di una riunione anche quando la Bce lascia i tassi fermi. Per chi deve firmare, il rischio non è la mossa di giovedì ma la distanza tra la ricerca della casa e il rogito.

TAN e TAEG: il tasso da guardare nell'offerta

Sul variabile, il parametro di riferimento è l'Euribor — al fixing del 14 ottobre 1 mese al 2,441%, 3 mesi al 2,628% — a cui va aggiunto lo spread della banca. Il tasso da confrontare è quello nero su bianco nell'offerta: TAN e TAEG, considerando durata e spread.

La riunione del Consiglio direttivo è fissata per giovedì 29 ottobre 2026 e la previsione prevalente è una pausa: la probabilità di un rialzo incorporata nei prezzi di mercato è stimata sotto il 10%. I tassi restano quelli decisi il 16 settembre 2026 con il rialzo da 25 punti base: depositi al 2,50%, rifinanziamento principale al 2,65%, prestiti marginali al 2,90%. L'inflazione dell'area euro a settembre è arrivata al 3,8%, contro il 3,2% di agosto e l'obiettivo del 2%. Lo snodo vero è il 17 dicembre, quando diversi analisti considerano possibile un aumento di 0,25 punti.

Il fisso rincara prima della riunione: il parametro è l'Eurirs

Chi sta per firmare un tasso fisso non guarda la decisione Bce ma l'Eurirs, che anticipa le mosse dell'istituto: le offerte possono salire nei giorni che precedono una riunione anche se poi la Bce non tocca nulla. L'Eurirs è il parametro di riferimento; l'offerta finale cambia anche per banca e spread. Per questo un solo valore non basta a confrontare le offerte.

Casa in miniatura e chiave su una scrivania luminosa con grafico dei tassi, simbolo del mutuo prima casa
Chi compra casa oggi paga già il costo del mutuo, che dipende dalle attese sui tassi Bce.

Sul variabile il meccanismo è identico ma con un ritardo: il tasso è Euribor più spread e cambia alla data di revisione del contratto. Il fixing del 14 ottobre dava l'Euribor a 1 mese al 2,441%, a 3 mesi al 2,628%, a 6 mesi al 2,924% e a 12 mesi al 3,201%. A gennaio il 3 mesi era vicino al 2%: in dieci mesi è salito di circa 0,6 punti, l'equivalente di due rialzi e mezzo da 0,25.

Quanto pesa un rialzo da 0,25 punti sulla rata

Su un mutuo da 150.000 euro in 25 anni un rialzo di 0,25 punti porta la rata da circa 759 a circa 779 euro: 20 euro in più al mese, circa 245 all'anno. Un quarto di punto su un tasso del 3,6% equivale al 6,9% di interesse in più (0,25 su 3,6).

Capitale e durataTassoRata oggiRata con +0,25Differenza mensileDifferenza annua
100.000 euro, 25 anni3%474 euro487 euro13 eurocirca 157 euro
150.000 euro, 25 anni3,6%759 euro779 euro20 eurocirca 245 euro
220.000 euro, 25 anni3,6%1.113 euro1.143 euro30 eurocirca 359 euro

Gli importi sono massimi, calcolati sul capitale ancora intero: dopo dieci anni di rate lo stesso rialzo pesa circa 13 euro al mese.

Surroga, rinegoziazione e formule cap: le mosse di chi compra

Chi ha già un variabile può trasferire il mutuo con la surroga, gratuita per legge, oppure chiedere nuove condizioni alla propria banca; chi deve ancora firmare può valutare tasso misto o variabile con tetto massimo. Con carburanti e bollette già alti, una rata certa può valere più di un piccolo risparmio iniziale.

  • Surroga: passaggio a un'altra banca, anche verso il fisso, senza costi per legge.
  • Rinegoziazione: nuove condizioni senza cambiare istituto.
  • Estinzione parziale: riduce il capitale su cui maturano gli interessi.
  • Accantonamento: mettere da parte ogni mese una cifra pari all'aumento atteso.
  • Misto o cap: rata protetta per chi deve ancora accendere il finanziamento.

Se i rialzi fossero quattro — lo scenario ipotizzato dai mercati ma non deciso dalla Bce; gli operatori, invece, scontano ancora due o tre rialzi entro la fine del 2027 — il mutuo da 150.000 euro passerebbe da circa 759 a 842 euro al mese: 83 euro in più, quasi 1.000 all'anno, cioè il 10,9% sulla rata di partenza (83 su 759). Per chi compra la prima casa e accende il primo mutuo, la leva non è indovinare la mossa del 29 ottobre o del 17 dicembre: è il tasso che finisce nero su bianco al rogito, e quello resta per tutta la durata del contratto.

Fonti

Mutui al 3,61%: chi compra casa paga 26 euro in più

Il tasso medio sui nuovi mutui per l'acquisto di abitazioni è salito al 3,61% a settembre 2026, dal 3,55% di agosto. Per chi sta per comprare la prima casa e cerca un finanziamento, il dato si traduce in una rata di circa 760 euro su 150.000 euro in 25 anni: circa 5 euro in più al mese rispetto ad agosto e oltre 26 euro in più rispetto a un anno fa. La media ABI fotografa il mercato nel suo insieme, non la singola offerta: il margine di risparmio si gioca sul confronto tra preventivi e sul TAEG.

Quanto pesa il rialzo sulla rata di chi compra casa?

Il 3,61% è il tasso medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni rilevato dall'ABI a settembre 2026. Su un mutuo di 150.000 euro da restituire in 25 anni, con rate mensili e ammortamento alla francese, la rata è di circa 760 euro. Al 3,55% di agosto sarebbe stata di circa 755 euro, mentre al 3,28% di settembre 2025 sarebbe scesa a circa 733 euro.

Il conto mensile sembra contenuto, ma l'effetto annuale è più chiaro. Calcolando 5 euro per 12 mesi, il rialzo rispetto ad agosto vale circa 60 euro in più all'anno; calcolando 26 euro per 12 mesi, la distanza dal livello di un anno prima supera i 312 euro. Per chi compra la prima casa, è la differenza tra un preventivo verificato con calma e uno accettato sulla prima proposta.

Il movimento non è isolato. L'Euribor a 3 mesi è passato dal 2,51% medio di agosto al 2,64% di settembre; l'IRS a 10 anni è salito dal 3,23% al 3,53%. A metà ottobre l'IRS a 20 anni, parametro su cui le banche costruiscono i tassi fissi, si muoveva da circa il 3,3% di metà luglio a oltre il 3,6%. Sono riferimenti di contesto, non il tasso finale del finanziamento: a questi si aggiunge lo spread applicato dall'intermediario. La risalita arriva dopo i due rialzi BCE di giugno e settembre 2026, che hanno portato il tasso sui depositi al 2,50%; a giugno il tasso medio sui nuovi mutui era al 3,48%, 13 centesimi in meno in un trimestre.

La media ABI non basta: il confronto parte dal TAEG

Il 3,61% non corrisponde necessariamente al tasso applicato dalle singole banche ai diversi clienti, né esprime il costo complessivo del mutuo. Le offerte possono discostarsi in meglio o in peggio a seconda del profilo del richiedente, della durata, del rapporto tra importo e valore dell'immobile e del tipo di tasso scelto. Per questo, per chi compra la prima casa, il confronto va fatto su proposte costruite sullo stesso importo e sulla stessa durata, verificando il TAEG e non solo il TAN.

BancaTANTAEGRata mensile
Crédit Agricole Italia2,99%3,24%421,06 €
Credem3,06%3,34%424,85 €
Banco di Desio e della Brianza3,20%3,37%432,47 €

Simulazione a tasso fisso: impiegato di 35 anni, residente a Milano, reddito di 2.600 euro mensili, mutuo di 100.000 euro, valore immobile 200.000 euro, durata 30 anni. Rilevazione del 23/10/2026 ore 9:00.

La prima riga della tabella mostra perché il TAEG conta: il 3,24% di Crédit Agricole Italia è 0,25 punti sopra il TAN del 2,99%, un divario che incorpora spese e costi accessori. Banco di Desio, con un TAN del 3,20%, arriva a un TAEG del 3,37%: 0,17 punti in più. Sono differenze decimali che su importi elevati e durate lunghe cambiano la spesa mensile e gli interessi da restituire.

Modellino di casa e monete d'oro accanto a un grafico in salita, simbolo dei mutui e del tasso medio sui prestiti
Il tasso medio sui nuovi mutui sale al 3,61%, e per chi compra casa la rata cresce di qualche euro al mese.

La Banca d'Italia ricorda inoltre che, per i mutui variabili, il calcolo della rata presuppone che i tassi rimangano stabili: non anticipa quindi quanto si pagherà davvero se il parametro cambierà. Una rata iniziale più contenuta va letta insieme alla possibilità di futuri aumenti e al margine disponibile nel bilancio familiare.

Surroga e rinegoziazione: le mosse per chi ha già un mutuo

Chi ha già acceso un mutuo prima casa può valutare la surroga. Nel terzo trimestre 2026 le richieste di surroga sono scese al 16,0% del totale, meno della metà rispetto al picco del 37,6% nel primo trimestre 2025. Oltre il 70% delle richieste riguarda però un mutuo per l'acquisto della prima casa: il segmento resta centrale. Chi ha un mutuo a tasso fisso mantiene il tasso previsto dal contratto; per il variabile, l'effetto del rialzo dipende dal parametro e dalle scadenze di aggiornamento stabilite nel contratto.

La surroga è gratuita per il cliente: istruttoria, perizia e spese notarili sono a carico della banca subentrante, e non sono previste penali. Il Testo Unico Bancario impone tempi certi: l'operazione va perfezionata entro 30 giorni lavorativi dalla richiesta della nuova banca, pena un indennizzo a favore del cliente. Resta valida la detrazione del 19% sugli interessi passivi del mutuo prima casa, a condizione che l'importo surrogato non superi il debito residuo.

In una fase di tassi in salita, il tempismo pesa. Una surroga richiede in genere tra 30 e 60 giorni dalla richiesta alla firma. Chi avvia la pratica tra fine ottobre e novembre arriverà alla firma tra dicembre e gennaio, a cavallo di due riunioni della BCE. Per questo è importante chiedere alla nuova banca quando viene fissato il tasso: al momento della delibera oppure nel giorno della stipula. Nel secondo caso, un ulteriore rialzo degli indici potrebbe far salire il tasso rispetto al preventivo iniziale.

Prima di cambiare banca, può essere utile presentare il preventivo migliore al proprio istituto e chiedere una rinegoziazione: spesso la banca preferisce rivedere il tasso piuttosto che perdere il cliente. Attenzione alle offerte in cui la rata scende soprattutto perché si allunga la durata: il costo totale del finanziamento può aumentare. Anche le polizze facoltative abbinate all'offerta possono ridurre il vantaggio effettivo.

A settembre 2026 i prestiti complessivi a famiglie e imprese sono cresciuti del 3,7% su base annua, dopo il 3,5% di agosto. Per chi compra la prima casa, il dato che conta resta il costo del finanziamento effettivamente ottenibile. La media ABI è un punto di partenza; il confronto tra preventivi aggiornati è la leva che può fare la differenza.

Per chi compra la prima casa, il 3,61% non è un tetto: è il punto di partenza di un confronto che, sui 150.000 euro in 25 anni, vale oltre 300 euro l'anno tra il tasso di settembre 2025 e quello attuale. Il tempo, in una fase di rialzo, è parte del costo.

Fonti

Mutuo casa: il fisso parte dal 2,99%, rata da 421 euro

Chi sta accendendo un mutuo per la prima casa trova il tasso fisso più basso a 2,99% (TAEG 3,24%) nella simulazione MutuiOnline del 20 ottobre 2026, con una rata di 421,06 euro su 100.000 euro in 30 anni. Il rialzo degli IRS su tutte le scadenze segnala però che la copertura a tasso fisso costa più del fixing precedente: per un primo acquisto, si può leggere come un invito a valutare con attenzione sia le offerte sia le spese accessorie. Sul variabile, l'Euribor a 1 mese scende e le altre scadenze salgono.

Il rialzo degli IRS cambia il costo del fisso per il primo acquisto

Il fixing del 19 ottobre 2026 mostra gli IRS in aumento su tutte le scadenze: il 10 anni passa dal 3,51% al 3,57%, il 30 anni dal 3,40% al 3,44%. Per il mutuo a tasso fisso della prima casa questo è il parametro di riferimento: il rialzo di 6 punti base sul 10 anni rende il confronto tra offerte più delicato.

Le variazioni in punti base sono calcolate sulla differenza tra i due fixing: 100 punti base equivalgono a un punto percentuale.

ScadenzaFixing 19/10/2026Fixing precedenteVariazione in punti base
Euribor 1 mese2,415%2,432%-1,7
Euribor 3 mesi2,643%2,642%+0,1
Euribor 6 mesi2,994%2,970%+2,4
Euribor 1 anno3,233%3,215%+1,8
IRS 10 anni3,57%3,51%+6
IRS 15 anni3,63%3,57%+6
IRS 20 anni3,6%3,55%+5
IRS 25 anni3,53%3,48%+5
IRS 30 anni3,44%3,40%+4

Euribor: il variabile non si muove in modo uniforme

Per un mutuo prima casa a tasso variabile, il fixing del 19 ottobre 2026 non dà una direzione unica: l'Euribor a 1 mese scende dal 2,432% al 2,415% (-1,7 punti base), mentre 3, 6 e 12 mesi salgono.

Modellino di casa moderna con monete d'oro e grafico dei tassi su una scrivania luminosa, simbolo del mutuo per la prima casa
Il tasso fisso sul mutuo per la prima casa si muove al rialzo, con rate che restano sotto la soglia dei 430 euro.

Le migliori offerte per un mutuo prima casa a tasso fisso

Nella rilevazione del 20 ottobre 2026, la simulazione per un impiegato di 35 anni residente a Milano, reddito di 2.600 euro, mutuo da 100.000 euro su un immobile da 200.000 euro e durata 30 anni mette in testa Crédit Agricole Italia. Seguono Credem e Banco di Desio, con rata e spese iniziali da pesare.

Banca e prodottoTANTAEGRata mensileIstruttoriaPerizia
Crédit Agricole Italia — Mutuo Credit Agricole Flexi2,99%3,24%421,06 €0 €0 €
Credem — Mutuo Tasso Fisso3,07%3,35%425,39 €0 €300 €
Banco di Desio e della Brianza — Mutuo Fisso D.Evolution Green3,20%3,37%432,47 €250 €237,90 €

Tra Crédit Agricole e Credem ci sono 8 punti base di TAN (3,07%-2,99%) e 4,33 euro di rata in meno (425,39-421,06). Su 360 rate (30 anni×12), la differenza teorica è 1.558,80 euro (4,33×360). Rispetto a Banco di Desio, il risparmio mensile sale a 11,41 euro, cioè 4.107,60 euro in 30 anni.

Spese iniziali e flessibilità: cosa pesa nel primo acquisto

Per chi compra la prima casa, il TAEG e le spese iniziali cambiano il costo effettivo. Crédit Agricole azzera istruttoria e perizia nella scheda e consente di cambiare tasso da fisso a variabile e viceversa; l'istruttoria è azzerata per immobili in classe A e B. Credem chiede 300 euro di perizia, Banco di Desio 250 euro di istruttoria e 237,90 euro di perizia.

La differenza tra Crédit Agricole e Banco di Desio sulle sole spese iniziali è 487,90 euro (250+237,90), più di una rata della soluzione più cara. Con un TAEG del 3,37% contro il 3,24%, il divario iniziale si somma a quello della rata.

Con gli IRS in rialzo, chi ha già individuato la casa farà meglio a confrontare TAEG, rata e spese iniziali sulla stessa durata: il 2,99% di Crédit Agricole vale 11,41 euro al mese in meno rispetto al 3,20% di Banco di Desio, ma la verifica delle condizioni del prodotto resta decisiva per il primo acquisto.

Fonti

Mutuo in Toscana: rata fissa 1.047 euro, variabile 984

In Toscana il valore medio di un immobile è 232.023 euro, ma il mutuo medio richiesto si ferma a 145.896 euro: chi compra casa deve coprire con mezzi propri 86.127 euro (232.023 meno 145.896), il 37,1% del prezzo. Ecco perché, anche con il variabile al 2,84% contro il fisso al 3,53%, a settembre 2026 la rata fissa da 1.047 euro resta la scelta prevalente per chi acquista. Per un primo acquisto il nodo non è solo il tasso: è la provvista iniziale.

In Toscana il mutuo medio copre il 62,9% del valore dell'immobile

In Toscana il mutuo medio richiesto nei primi nove mesi del 2026 è di 145.896 euro, contro un valore medio degli immobili di 232.023 euro. Il finanziamento copre quindi il 62,9% del prezzo (145.896 su 232.023): la differenza, 86.127 euro, resta a carico di chi compra. In Italia l'importo medio richiesto è 145.879 euro e il valore medio degli immobili 225.862 euro. La durata media dei finanziamenti in Toscana è di 24 anni e 11 mesi, con un'età media dei richiedenti di 39 anni e 5 mesi.

La rata fissa costa 63 euro in più al mese del variabile

A settembre 2026 il Tan medio dei mutui a tasso fisso in Toscana è al 3,53%, mentre il variabile si attesta al 2,84%. Su un mutuo da 180.000 euro in 20 anni, la rata fissa è di 1.047 euro al mese contro 984 euro del variabile: 63 euro di differenza.

TipologiaTan settembre 2026Rata mensile su 180.000 euro in 20 anni
Fisso3,53%1.047 euro
Variabile2,84%984 euro
Differenza0,69 punti63 euro

Il divario tra i due tassi è di 69 punti base, in calo dai 77 punti base di gennaio 2026. Il risparmio mensile del variabile è sceso da 70 euro a 63 euro; sull'intera durata il vantaggio stimato passa da circa 16.700 euro a poco più di 15.000 euro.

Mutui in Toscana: tassi fissi al 3,53% e variabili al 2,84%
Una coppia riceve le chiavi della nuova casa da un agente immobiliare, all'aperto. Foto di Thirdman su Pexels

A Firenze il mutuo medio lascia scoperti 104.867 euro

Firenze è la provincia toscana con l'importo medio richiesto più alto, 160.395 euro, e il valore medio degli immobili più elevato, 265.262 euro. Il finanziamento copre il 60,5% del prezzo (160.395 su 265.262): restano 104.867 euro da coprire. Seguono Prato, con 147.436 euro di mutuo medio e 233.606 euro di valore immobile, e Lucca, con 146.651 euro e 230.005 euro.

Perché il fisso resta la scelta prevalente

Nonostante il variabile costi meno, in Toscana chi chiede un mutuo continua a preferire il tasso fisso. La rata fissa offre certezza sull'importo da pagare per tutta la durata del finanziamento, mentre il variabile può salire. È questa ricerca di stabilità a pesare più del risparmio immediato di 63 euro al mese.

“Per il fisso la crescita riflette il rialzo degli indici Irs, influenzati dall’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a 30 anni”, spiega Matteo Favaro, COO e Managing Director Financial Products di MutuiOnline.it. “Per il variabile, invece, incidono le decisioni di politica monetaria della Banca centrale europea, adottate per contrastare le pressioni inflazionistiche”. A pesare sono anche le tensioni geopolitiche ed energetiche internazionali.

Il vero nodo per il primo acquisto è la provvista iniziale

Per chi compra la prima casa, il differenziale tra fisso e variabile vale 63 euro al mese su un mutuo da 180.000 euro. Ma il dato più pesante è il rapporto tra finanziamento e valore dell'immobile: il mutuo medio copre il 62,9% del prezzo, lasciando 86.127 euro scoperti. A Firenze la quota scende al 60,5%, con 104.867 euro da coprire. Il calcolo è presto fatto: 145.896 su 232.023 equivale al 62,9%; il restante 37,1% deve arrivare da risparmi o altre risorse. Per un primo acquisto la rata da 1.047 euro è solo una parte dell'operazione: la capienza della provvista iniziale decide se il mutuo si accende.

Per chi compra la prima casa in Toscana, il tasso fisso al 3,53% è il prezzo della certezza, ma il vero ostacolo è il gap medio di 86.127 euro tra mutuo e valore dell'immobile. A Firenze quel gap sale a 104.867 euro: senza una provvista adeguata, anche il variabile al 2,84% non basta a chiudere l'operazione.

Fonti

Under 36, mutuo al 3,50% anche sopra 80%: cosa cambia

Chi compra la prima casa oggi trova un mercato più caro: ad agosto 2026 il TAEG medio sui nuovi mutui è salito al 3,99%, contro il 3,81% di luglio. Per gli under 36, però, i tassi restano più bassi, tra il 3,50% e il 3,75%, anche con un finanziamento superiore all'80% del valore dell'immobile. La partita per il primo acquisto si gioca su due leve: quanto si chiede alla banca e quale tasso si sceglie.

Under 36: il tasso calmierato regge anche sopra l'80%

Per chi ha meno di 36 anni il mutuo prima casa resta più accessibile. Secondo Marco Tromboni (Euroansa), i tassi si aggirano tra il 3,50% e il 3,75% anche quando il finanziamento supera l'80% del valore dell'immobile, in un quadro in cui la BCE ha alzato i tassi dello 0,25% e le previsioni parlano di due rialzi da 0,25 a inizio 2027.

Profilo di mutuoTasso indicato
Fisso standard, 80% del valore3,30%
Fisso standard, 81-100% del valoreintorno al 4%
Under 36, anche sopra l'80%3,50-3,75%

Il salto tra il fisso all'80% e quello sopra l'80% è di 0,70 punti percentuali: calcolando 4,00 – 3,30, il finanziamento più alto costa il 21,2% in più in termini relativi (0,70/3,30). Sotto il 3% si scende solo su porzioni green e campagne spot di alcune banche, non è la regola.

Le offerte migliori restano sotto il TAEG medio

Le migliori offerte rilevate da MutuiOnline.it (TAEG 3,10% per il fisso green e 3,40% per lo standard) restano sotto la media dei finanziamenti erogati indicata da Banca d'Italia (3,99%). I due dati misurano grandezze diverse, offerte presenti sul mercato da una parte e mutui conclusi dall'altra, e non sono pienamente sovrapponibili (MutuiOnline.it). Con questa precisazione, la distanza tra media e migliore proposta sul fisso green arriva a 89 punti base: calcolando 3,99 – 3,10 si ottengono 0,89 punti, cioè 89 punti base.

Modellino di casa, monete d'oro e una linea di tendenza su una scrivania luminosa, simbolo del mutuo prima casa
Per gli under 36 i tassi sui mutui prima casa restano più contenuti, anche con finanziamenti sopra l'80%.
Tipo di offertaTAEG migliore agosto 2026
Fisso green3,10%
Fisso standard3,40%
Variabile green2,45%
Variabile standard2,92%

Rispetto alla media BdI di tutti i nuovi mutui (3,99%), la migliore offerta variabile green (2,45%) è 154 punti base più bassa; le fonti non forniscono una media BdI specifica per il variabile. La media delle offerte rilevate da MutuiOnline.it, non solo le punte migliori, era del 3,49% green e 3,91% standard sul fisso, e del 3,00% green e 3,11% standard sul variabile. I dati della Banca d'Italia, pubblicati il 9 ottobre, mostrano però un mercato in rallentamento: ad agosto le nuove erogazioni si sono fermate a 2 miliardi di euro, contro i quasi 8 miliardi di luglio. Pesa il fattore stagionale, ma anche il costo del credito più alto di dodici mesi fa. Le banche offrono condizioni agevolate sui mutui green perché considerano gli immobili efficienti un investimento più solido nel tempo: su 20 o 30 anni anche pochi decimali valgono migliaia di euro.

Le previsioni sui rialzi non sono allineate

Le fonti non concordano sul numero di strette future. L'Araldo riporta due rialzi da 0,25 a inizio 2027, uno a gennaio e l'altro 1-3 mesi dopo. Monetaweb parla invece di tre aumenti da 25 punti base dalle attese di mercato ricavate dai future sull'Euribor: uno entro fine 2026, uno a inizio 2027 e uno entro l'estate 2027. La differenza conta per chi deve scegliere oggi tra fisso e variabile.

A giugno e settembre 2026 la BCE è già intervenuta con due strette per complessivi 50 punti base. Il TAEG medio è passato dal 3,81% di luglio al 3,99% di agosto: 18 punti base in più in un mese. Rispetto al 3,67% di agosto 2025, il costo è salito di 32 punti base, calcolando 3,99 – 3,67. Marco Tromboni, consulente del credito e team manager dell'ufficio vigevanese di Euroansa, spiega che la BCE ha alzato i tassi dello 0,25 e che le previsioni indicano due rialzi da 0,25 a inizio 2027. Oscar Cosentini, presidente di Kìron Partner, ricorda che negli Stati Uniti il mutuo trentennale costa il 7%, mentre in Italia si resta sotto il 4%: un livello non elevato in termini assoluti.

Fisso o variabile per chi compra la prima volta

La maggior parte degli italiani sceglie il tasso fisso: 85 mutuatari su 100, secondo i dati Kìron. Il variabile puro resta sotto il 5%, il variabile con Cap sotto l'1%, mentre il misto sale al 9%. Per un primo acquisto, una lettura possibile è che la rata stabile pesi più della possibilità di risparmiare nei primi mesi.

Guido Bertolino, responsabile Business Development di MutuiSupermarket, avverte che, sulla base delle attuali previsioni, «la rata del miglior variabile raggiungere quella del miglior fisso già nel giro di 3 o 4 mesi, per poi mantenersi costantemente superiore nei quattro anni successivi». Per un variabile da 200mila euro a 30 anni appena acceso, la rata è destinata a salire di circa il 10% rispetto ai livelli attuali; per uno acceso 20 anni fa, l'impatto scende al 3,5%. Il minor effetto sui mutui vecchi dipende dal capitale residuo più basso. Per chi accende oggi un mutuo, il consiglio è guardare con attenzione al fisso: il sistema bancario non ha ancora recepito l'aumento degli Irs degli ultimi mesi e offre mutui a tasso fisso inferiori all'Irs. Per un primo acquisto, si può leggere la scelta come la domanda non su quanto il mutuo convenga in assoluto, ma su quanto si è disposti a pagare per non rivedere la rata tra sei mesi.

Fonti

Mutui giovani: richieste -5,9%, uno su due supera i 25 anni

Per chi compra la prima casa, il mercato dei mutui del 2026 offre un quadro a due velocità: le richieste complessive calano del 5,9% nei primi nove mesi, ma i giovani tra 25 e 44 anni restano il 62,4% della domanda. Il 51,2% sceglie durate superiori a 25 anni per contenere la rata; l’importo medio è 153.711 euro.

I richiedenti tra 25 e 44 anni restano nel mercato, con rate più lunghe

I dati Eurisc di Crif disegnano un mercato a due velocità. La domanda complessiva scende del 5,9% nei primi nove mesi 2026, ma il 62,4% delle richieste arriva da persone tra 25 e 44 anni. Il 51,2% chiede durate superiori a 25 anni: 43,8% tra 25 e 30 anni, 7,4% oltre i 30.

L’importo medio è 153.711 euro, in calo dello 0,6% sullo stesso periodo del 2025. Le fasce 100.001-150.000 e 150.001-300.000 coprono il 62% delle domande (30,8% e 31,2%). Secondo Crif, la domanda si concentra nelle classi comprese tra 100.001 e 300.000 euro, mentre la durata lunga contiene l’esborso mensile ma tende ad aumentare gli interessi complessivi.

Le surroghe crollano: attenzione ai periodi

Le surroghe diminuiscono del 42,4% nel periodo gennaio-giugno 2026. Il -5,9% delle richieste totali, invece, riguarda i primi nove mesi del 2026. I due dati coprono periodi diversi e non vanno letti come un rapporto diretto.

Domanda di mutui in calo con l'aumento dei tassi: richieste -5,9% e surroghe -42,4% nei primi nove mesi del 2026
Una coppia firma documenti con un agente immobiliare in un appartamento nuovo. Foto di Anastasia Shuraeva su Pexels

Le surroghe risentono dell’incremento dei tassi, che ha ridotto la spinta verso la sostituzione dei finanziamenti esistenti con condizioni più favorevoli. La forbice temporale va letta con attenzione: il -42,4% si riferisce a gennaio-giugno, mentre il -5,9% complessivo riguarda i primi nove mesi.

Simone Capecchi, executive director di Crif, chiarisce: «Le famiglie continuano a mostrare interesse verso l'acquisto della casa, ma in un contesto economico ancora incerto. Sono le aspettative di aumento dei tassi di interesse della Bce a spingere le famiglie a una maggiore prudenza». Aggiunge che sul confronto annuo pesa il ridimensionamento delle surroghe e che la stragrande maggioranza opta per il tasso fisso, mentre il variabile cresce in modo marginale.

Cosa cambia per chi chiede un mutuo nel 2026

Per chi compra la prima casa, il 2026 potrebbe non chiudere le porte ma alzare il costo della prudenza. La BCE è intervenuta due volte tra giugno e settembre 2026 sull’inflazione. L’andamento mensile delle richieste mostra una prima parte dell’anno in territorio negativo, con la flessione più marcata a marzo, pari al 12,1%; ad agosto un incremento del 7,1%, seguito a settembre da una nuova contrazione dell’1,3%.

Con un importo medio da 153.711 euro e durate oltre i 25 anni, la rata si contiene, ma il costo totale degli interessi tende a salire. La domanda si concentra nella fascia 100.001-300.000 euro: chi ha un budget in questo intervallo rientra nel 62% delle richieste.

Per chi prepara la richiesta di un mutuo, il dato di partenza è chiaro: nei primi nove mesi del 2026 la domanda cala del 5,9%. A nostro avviso, scegliere il tasso fisso e allungare la durata non è una scorciatoia: è una scelta di prudenza in un mercato in cui la BCE è intervenuta due volte tra giugno e settembre 2026 sui tassi.

Fonti

Mutuo casa: 421 euro/mese e istruttoria zero in classe A o B

Chi compra la prima casa a ottobre 2026 trova un mercato più caro: ad agosto il TAEG medio sui nuovi mutui per l'abitazione è salito al 3,99%, 18 punti base sopra il 3,81% di luglio. Le offerte migliori restano però molto sotto quella media, e per il primo acquisto la leva decisiva non è solo il tasso: conta la classe energetica dell'immobile, che azzera le spese di istruttoria e apre le condizioni green, insieme alle garanzie statali del Fondo Mutui Prima Casa, rinnovato fino al 2027.

Quanto costa un mutuo per la prima casa a ottobre 2026

Le migliori offerte a tasso fisso rilevate da MutuiOnline.it tra il 15 e il 16 ottobre 2026 partono da un TAN del 2,99% e da una rata di 421,06 euro su un mutuo di 100.000 euro in 30 anni. Il confronto di Altroconsumo, condotto su oltre 60 proposte e su un mutuo da 160.000 euro, indica invece il fisso a 3,19% di TAN e 691,07 euro di rata: profilo e importo sono diversi, i numeri non sono sovrapponibili.

Banca (tasso fisso)TANTAEGRata
Crédit Agricole Italia – Mutuo Credit Agricole Flexi2,99%3,24%421,06 €
BPER Banca – Mutuo Promo Tasso Fisso Green3,05%3,29%424,31 €
Credem – Mutuo Tasso Fisso3,10%3,38%427,02 €

Simulazione MutuiOnline.it, rilevazione 15-16 ottobre 2026: impiegato di 35 anni, residente a Milano, reddito 2.600 euro al mese, mutuo 100.000 euro, immobile 200.000 euro, durata 30 anni.

Il confronto Altroconsumo, basato su un richiedente di 37 anni con 2.000 euro di reddito mensile e un'abitazione da 200.000 euro, fotografa invece così le tre tipologie.

TipologiaBancaTANTAEGRata
FissoCrédit Agricole3,19%3,49%691,07 €
VariabileWebank2,99%3,08%674,05 €
MistoCredem2,83%3,11%659,73 €

Crédit Agricole compare in entrambe le tabelle con valori differenti: la divergenza dipende dalle simulazioni, non da un conflitto tra le due rilevazioni. MutuiOnline.it calcola su 100.000 euro e un reddito di 2.600 euro, Altroconsumo su 160.000 euro e 2.000 euro al mese.

Le agevolazioni per chi acquista la prima casa

Sul primo acquisto le banche concentrano gli sconti sugli immobili efficienti. Il Mutuo Credit Agricole Flexi azzera le spese di istruttoria per le classi A e B e prevede la perizia gratuita se il mutuo viene stipulato; Credem applica lo stesso azzeramento dell'istruttoria sulle classi A e B. Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, rinnovato fino al 2027, offre garanzie statali fino all'80%.

Casa moderna ad alta efficienza energetica con pannelli solari e chiavi su un tavolo, simbolo del mutuo prima casa
Le case in classe energetica A o B offrono condizioni agevolate e spese di istruttoria azzerate per il primo acquisto.
  • Spese di istruttoria azzerate sugli immobili in classe A o B (Crédit Agricole, Credem)
  • Perizia gratuita alla stipula con Crédit Agricole; 300 euro se il mutuo non si perfeziona
  • Riduzione di 0,50 punti sul TAN sottoscrivendo la polizza facoltativa CPI Vita di CACI o equivalente
  • Sconto di 0,10 punti per riqualificazione energetica con miglioramento di almeno due classi o riduzione del 30% dell'IPE, documentata con APE
  • Garanzia statale fino all'80% con il Fondo Mutui Prima Casa, attivo fino al 2027
  • Accesso prioritario al Fondo dal 3 agosto 2026 per chi beneficia della Legge 104, con garanzia all'80%

Il dato che lega tassi e agevolazioni arriva da MutuiOnline.it: ad agosto le migliori offerte a tasso fisso avevano un TAEG del 3,10% per i mutui green e del 3,40% per quelli standard. Trenta punti base di differenza, ottenuti scegliendo un immobile efficiente o un intervento di riqualificazione.

Quanto pesa la rata sullo stipendio

Su un reddito di 2.000 euro al mese, la rata del fisso assorbe il 34,6% dello stipendio, il variabile il 33,7% e il misto circa il 33%. Restano tra 1.309 e 1.340 euro al mese per tutte le altre spese. Lo scarto tra la rata più alta e la più bassa del confronto Altroconsumo è di 31,34 euro al mese, pari a 376,08 euro l'anno (691,07 meno 659,73, moltiplicato per dodici).

Un aumento dei tassi cambierebbe il quadro. Ipotizzando un TAN variabile che salga dal 2,99% al 3,99% all'inizio del mutuo, la rata teorica su 160.000 euro in 30 anni passerebbe da circa 674 a circa 763 euro: non è una previsione sull'offerta di Webank, ma uno scenario per misurare il rischio di chi sceglie il variabile.

Come cambia la scelta per chi compra nel 2026

Il mercato si è mosso in due direzioni opposte. Da un lato il costo del credito è salito: il TAEG medio di agosto 2026 è al 3,99%, contro il 3,67% di agosto 2025, oltre 30 punti base in più, e le nuove erogazioni sono scese da quasi 8 miliardi di luglio a circa 2 miliardi di agosto. Dall'altro le offerte più competitive restano lontane da quella media: 154 punti base di distanza per il variabile green e 50 punti base per la media delle proposte green a tasso fisso.

Per chi acquista la prima casa questo significa che la classe energetica pesa quanto il tasso. Un immobile in A o B somma tre vantaggi misurati dalle fonti: azzeramento delle spese di istruttoria, accesso alle condizioni green e TAEG più basso. Su un mutuo standard, invece, il riferimento resta il 3,91% di TAEG medio delle offerte rilevate ad agosto, contro il 3,49% dei green.

Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, con la sua estensione fino al 2027 e l'accesso prioritario per chi ha la Legge 104 dal 3 agosto 2026, riduce il rischio per la banca e rende più semplice ottenere il finanziamento. Per chi ha un reddito vicino ai 2.000 euro mensili e una rata che pesa per un terzo dello stipendio, è quella la variabile da verificare prima di firmare.

Fonti

Euribor a 2,453%: rata variabile più cara per chi compra

Chi sta per comprare la prima casa con un mutuo a tasso variabile potrebbe trovare rate leggermente più pesanti dopo il fixing Euribor del 13 ottobre 2026: l'indice a 1 mese è salito al 2,453% dal 2,444% precedente. Le migliori offerte per l'acquisto prima casa rilevate il 15 ottobre 2026 partono però da una rata di 392,01 euro su 100.000 euro in 30 anni.

Le offerte per l'acquisto prima casa a tasso variabile

Le simulazioni per i mutui prima casa a tasso variabile, aggiornate al 15 ottobre 2026, mostrano tre proposte con TAN tra 2,44% e 2,70% e TAEG tra 2,67% e 2,87%. La rata mensile va da 392,01 euro a 405,60 euro su un mutuo di 100.000 euro in 30 anni.

BancaTANTAEGRata mensileSpese iniziali
Banca Monte dei Paschi di Siena2,44%2,67%392,01 €Istruttoria 0 €; perizia 219,60 €
Intesa Sanpaolo2,60%2,85%400,34 €Istruttoria 750 €; perizia 320 €
Banco di Desio e della Brianza2,70%2,87%405,60 €Istruttoria 500 €; perizia 237,90 €

Sommando le spese iniziali indicate, MPS richiede 219,60 euro, Banco di Desio 737,90 euro e Intesa Sanpaolo 1.070 euro. La differenza tra la rata più bassa e la più alta è di 13,59 euro al mese, pari a 4.892,40 euro in 30 anni (13,59 x 360).

Quanto pesa il rialzo sulla rata del variabile

Il rialzo dell'Euribor a 1 mese tra il fixing precedente e quello del 13 ottobre 2026 è di 0,009 punti percentuali: da 2,444% a 2,453%. In termini relativi, l'aumento è dello 0,37% circa (0,009 / 2,444 x 100). Per un mutuo variabile, questo significa un parametro leggermente più alto.

La distanza tra Euribor a 1 mese (2,453%) e a 1 anno (3,191%) è di 0,738 punti percentuali.

Aggiornamento Euribor e IRS del 13 ottobre 2026
Un primo piano di chiavi metalliche disposte su una superficie scura. Foto di George Becker su Pexels

Euribor e IRS: cosa cambia per il mutuo variabile

Tutti i principali tenori dell'Euribor sono in crescita nel fixing del 13 ottobre 2026. L'Euribor a 3 mesi passa da 2,632% a 2,634%, quello a 6 mesi da 2,892% a 2,905% e quello a 1 anno da 3,177% a 3,191%. Per i mutui variabili, il parametro di riferimento si alza, mentre l'aggiornamento IRS del 13 ottobre 2026 è indicato in discesa.

L'Euribor è impiegato come indice dei mutui a tasso variabile dal 2006. Il rialzo è contenuto ma generalizzato. Chi ha un mutuo variabile già in corso potrebbe vedere l'aggiornamento alla prossima revisione; chi sta per firmare troverebbe condizioni ancora competitive.

Cosa cambia per chi compra la prima casa

Per chi acquista la prima casa, il rialzo dell'Euribor sembra non stravolgere le offerte variabili: il TAN più basso resta al 2,44% con una rata di 392,01 euro. La differenza con l'offerta più cara è di 13,59 euro al mese, ma le spese iniziali possono pesare più della rata.

MPS ha istruttoria zero e perizia 219,60 euro; Intesa Sanpaolo chiede 1.070 euro tra istruttoria e perizia. Su un mutuo da 100.000 euro, la scelta non si gioca solo sul TAN. Chi sta per accendere un mutuo prima casa a tasso variabile deve confrontare rata, TAEG e costi di partenza.

Il fixing del 13 ottobre 2026 conferma che l'Euribor si muove: per chi compra la prima casa, si può leggere come un segnale che la vera differenza la fanno le spese accessorie e la durata del mutuo, non solo il tasso nominale.

Fonti

Mutui under 36 per la prima casa: le offerte di ottobre 2026

Gli under 36 sono il 42,6% delle richieste di mutuo presentate nel terzo trimestre 2026 sul comparatore di Segugio.it, secondo il suo Osservatorio Mutui. Il 70,4% delle richieste online è per l'acquisto della prima casa. Per chi compra l'abitazione principale, ottobre 2026 offre quattro proposte con tassi fissi e variabili, presentate da Segugio.it come mutui giovani; una lettura possibile è che siano pensate per questa fascia. Ecco cosa sapere per chi accede alle agevolazioni per il mutuo prima casa giovani.

Under 36: domanda in crescita nel terzo trimestre 2026

Nel terzo trimestre 2026, secondo l'Osservatorio Mutui di Segugio.it, gli under 36 hanno presentato il 42,6% delle richieste di mutuo sul comparatore, in aumento rispetto al 40,8% del trimestre precedente. La fascia 26-35 anni pesa per il 36,3% del totale, mentre i richiedenti fino a 25 anni rappresentano il 6,3%. La sola fascia 26-35 copre l'85,2% delle richieste under 36 (36,3 su 42,6).

La finalità prima casa riguarda il 70,4% delle richieste inoltrate online, in crescita dal 69,4% del secondo trimestre. Per i giovani under 36, il progetto può essere sostenuto dalle agevolazioni per il mutuo prima casa giovani, accessibili in presenza dei requisiti previsti.

Le offerte di mutuo giovani a ottobre 2026: tassi e costi

La simulazione di Segugio.it per un impiegato di 30 anni a Milano, con reddito di 2.600 euro, prevede un mutuo di 80.000 euro in 30 anni per un immobile da 180.000 euro. Quattro le offerte selezionate: due a tasso fisso e due a tasso variabile.

Mutui giovani under 36: offerte e tassi di ottobre 2026
Una coppia sorridente riceve le chiavi di una nuova casa da un agente immobiliare, all'aperto. Foto di Thirdman su Pexels
BancaProdottoTipoRataTANTAEGIstruttoriaPerizia
Banco di Desio e della BrianzaMutuo D-Evolution GreenFisso337,28 €3,00%3,18%250 €237,90 €
Banco BPMMutuo Casa Tasso Fisso Finito GreenFisso335,13 €2,95%3,23%800 €320 €
Banca Monte dei Paschi di SienaMutuo MPS Mio Acquisto AbitazioneVariabile313,61 €2,44%2,70%Gratuita219,60 €
Intesa SanpaoloXME Mutuo Acquisto VariabileVariabile320,27 €2,60%2,90%750 €320 €

Banco Desio ha il TAEG più basso tra i fissi (3,18%), Banco BPM il TAN più basso (2,95%) ma con spese iniziali più alte: 1.120 euro tra istruttoria e perizia, che portano il TAEG al 3,23%. MPS svetta tra i variabili con TAEG 2,70% e istruttoria gratuita. Intesa Sanpaolo offre un variabile collegato all'Euribor a un mese, con spread 0,10% valido fino al 31 ottobre 2026; trattandosi di tasso variabile, la rata può cambiare nel tempo.

Prima casa e agevolazioni: cosa sapere prima di firmare

Per chi acquista la prima casa, Banco Desio finanzia fino all'80% del minore tra prezzo di acquisto e valore di perizia, per abitazioni in classe energetica B o superiore. MPS copre fino all'80% del valore cauzionale. MPS concede durate fino a 40 anni, purché il richiedente non superi gli 80 anni alla scadenza. Banco BPM riconosce uno sconto sul TAN di 0,40 punti per immobili in classe A o B, con APE valido ed erogazione in un'unica soluzione, più un ulteriore 0,10% con Green Factor dopo lavori che migliorino l'immobile di almeno due classi energetiche o riducano di almeno il 30% l'indice EP non rinnovabile, con nuovo APE e beneficio attivabile una sola volta.

Le agevolazioni per il mutuo prima casa giovani restano accessibili in presenza dei requisiti. La domanda under 36 sul comparatore di Segugio.it è in crescita: dal 40,8% al 42,6% in un trimestre. Un dato che, insieme al 70,4% di richieste per la prima casa, può essere letto come possibile indicazione che il primo acquisto sia il vero motore del mercato per questa fascia.

Prima di scegliere, confronta non solo il TAN ma il TAEG e le spese iniziali: la differenza tra Banco Desio e Banco BPM è di 632,10 euro di costi upfront (1.120 – 487,90), che possono cambiare il costo finale del mutuo.

Fonti

Mutuo prima casa: rata fissa sotto i 420 euro, Eurirs 30 anni al 3,47%

Per chi compra la prima casa a ottobre 2026 il tasso fisso resta la scelta dominante, e i numeri lo confermano: sul classico mutuo da €100.000 in 30 anni le tre migliori offerte partono da €418,91 al mese, con TAN tra il 2,95% e il 3,05%. Il parametro di riferimento per i mutui lunghi, l'Eurirs a 30 anni, è fermo al 3,47% e la curva dei tassi fissi resta invertita: allungare la durata non costa di più.

Eurirs 30 anni fermo a 3,47%, la curva dei fissi resta invertita

Per chi punta a un mutuo trentennale, il parametro di riferimento è l'Eurirs a 30 anni, invariato a 3,47% tra il 5 e il 6 ottobre 2026. L'Eurirs a 10 anni è sceso al 3,58% al 6 ottobre 2026 e quello a 25 anni al 3,55%: la curva dei tassi fissi resta invertita, e allungare la durata non costa più caro. Sul fronte variabile, l'Euribor a 1 anno scende dal 3,186% al 3,177%, l'Euribor a 6 mesi dal 2,986% al 2,954%, mentre l'Euribor a 3 mesi sale dal 2,597% al 2,602%.

Le tre offerte per la prima casa, con un TAN che inganna

Sul mutuo prima casa da €100.000 in 30 anni, su un immobile da €200.000, le tre proposte migliori rilevate il 6 ottobre 2026 sono il Mutuo D-Evolution Green di Banco di Desio e della Brianza, il Mutuo Casa Tasso Fisso Finito Green di Banco BPM e il Mutuo Promo Tasso Fisso Green di BPER Banca. Le rate si concentrano in una forbice di appena €5,40 al mese, ma l'ordine cambia quando dal TAN si passa al TAEG.

BancaProdottoTANTAEGRata mensile
Banco di Desio e della BrianzaMutuo D-Evolution Green3,00%3,16%€421,60
Banco BPMMutuo Casa Tasso Fisso Finito Green2,95%3,21%€418,91
BPER BancaMutuo Promo Tasso Fisso Green3,05%3,29%€424,31

Il paradosso di Banco BPM: TAN più basso, TAEG più alto

Banco BPM espone il TAN più basso del listino, 2,95% contro il 3,00% di Banco di Desio, ma il suo TAEG è più alto: 3,21% contro 3,16%. La forbice tra TAN e TAEG lo mostra chiaramente: 26 punti base per BPM, 16 per Banco di Desio e 24 per BPER Banca.

Chiavi di casa e modellino di abitazione su una scrivania luminosa, simbolo del mutuo prima casa a tasso fisso
Per chi acquista la prima casa, il tasso fisso resta la scelta dominante, con rate stabili nel tempo.

La causa sta nelle spese iniziali. Banco BPM chiede €1.000 di istruttoria e €320 di perizia, per un totale di €1.320; Banco di Desio si ferma a €250 e €237,90, cioè €487,90. La differenza è di €832,10 pagati subito, a fronte di una rata più bassa di appena €2,69 al mese. Recuperare il maggior esborso richiederebbe 309 rate: quasi tutto il mutuo trentennale si consuma prima di andare davvero in pari.

Sull'intera durata, il vantaggio si assottiglia ulteriormente. BPM costa in totale €152.127,60 (360 rate da €418,91 più €1.320 di spese), Banco di Desio €152.263,90 (360 rate da €421,60 più €487,90): €136,30 di differenza su trent'anni, meno di €4,54 l'anno.

Prima casa, il contesto per chi compra adesso

Nei primi otto mesi del 2026 il 92,2% delle richieste di mutuo ha scelto il tasso fisso, come avevamo riportato. Il segmento ad alto LTV — mutui oltre l'80% del valore dell'immobile — pesa il 24,4% delle richieste ed è cresciuto del 9,1%; l'età media degli acquirenti ad alto LTV è salita a 39,3 anni nel secondo trimestre 2026. Sul fronte della garanzia pubblica, nel 2025 il Fondo Consap ha garantito 8,2 miliardi di euro di finanziamenti, il 12% in più rispetto ai 7,29 miliardi del 2024.

Con una forbice mensile di €5,40 tra la rata più bassa e la più alta, la scelta per chi compra la prima casa non può che passare dalle spese di istruttoria e perizia. Il TAN di vetrina è la variabile meno informativa delle tre: il TAEG le incorpora tutte e, nell'offerta di Banco BPM, bastano €832,10 di costi anticipati per annullare il vantaggio di una rata più bassa.

Il takeaway per chi compra la prima casa

Tra la rata più bassa e la più alta ci sono €5,40 al mese, meno di un caffè a settimana. La differenza vera sta altrove: nelle spese di istruttoria e perizia, che tra Banco di Desio e Banco BPM si separano di €832,10. Chi acquista la prima casa nell'autunno 2026 fa bene a partire dal TAEG e dalle spese anticipate, non dal TAN pubblicizzato.

Fonti

Mutui, il TAEG medio sale al 3,99%: cosa cambia per chi compra la prima casa

Chi compra la prima casa e deve ancora firmare il mutuo si trova davanti al credito più caro degli ultimi due anni. Ad agosto 2026 il TAEG medio sui mutui è salito al 3,99%, in rialzo dal 3,81% di luglio. Il dato emerge dal report "Banche e moneta" della Banca d'Italia.

Il TAEG è la cifra da guardare quando si accende il primo mutuo

Il TAEG, tasso annuale effettivo globale, è il tasso comprensivo delle spese accessorie: non misura solo l'interesse sul capitale, ma incorpora anche i costi che accompagnano l'operazione. È il parametro che emerge dal report "Banche e moneta" della Banca d'Italia ed è il più utile per chi confronta due offerte di mutuo prima casa, perché due preventivi con lo stesso tasso nominale possono avere TAEG diversi. Ad agosto il valore medio si è fermato al 3,99%, dopo il 3,95% di giugno e il 3,81% di luglio. Il minimo dell'anno resta il 3,81%, toccato a marzo e ripetuto a luglio.

Tra marzo e agosto il costo sale di 0,18 punti

Il rialzo rispetto al punto più basso del 2026 è di 0,18 punti percentuali: 3,99% meno 3,81%. Moltiplicando lo scarto per 100.000 euro di capitale si ottengono 180 euro di interessi in più all'anno; se il capitale restasse di 100.000 € per vent'anni, la differenza sarebbe di 3.600 €; su un mutuo che si ammortizza, con il debito residuo che cala, l'effetto è sensibilmente inferiore (circa 2.000 €, secondo una stima della redazione che assume ammortamento alla francese, durata 20 anni e tasso medio di circa il 4%). Il calcolo è lineare e non riproduce la scomposizione interna del TAEG, ma dà la misura di quanto pesi, sul bilancio di una famiglia al primo acquisto, un aumento che in percentuale sembra minimo.

Mutui, TAEG medio ad agosto al 3,99%: massimo da due anni
Una giovane coppia esamina e firma documenti immobiliari in un ambiente interno. Foto di Anastasia Shuraeva su Pexels

Quasi un mutuo su quattro ha il tasso determinato a breve

Ad agosto la quota di mutui con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è scesa al 23,9%, dal 29% di luglio, ma resta sopra il 17,3% di marzo. Poco meno di un mutuo su quattro parte quindi con un tasso destinato a essere rivisto entro dodici mesi. Con il TAEG ai massimi da due anni, chi sceglie questa formula affronta un costo iniziale alto e un possibile adeguamento rapido; chi compra la prima casa con un orizzonte lungo ha motivo per confrontarla con un tasso bloccato per più anni.

Il 3,99% è di agosto: la tabella corregge il testo

Una precisazione sui mesi. Il testo introduttivo della rilevazione SimplyBiz attribuisce il 3,99% a luglio, ma la tabella della stessa pubblicazione assegna quella cifra ad agosto e il 3,81% a luglio; il titolo di Notizie d'Abruzzo colloca il massimo ad agosto. La serie mensile completa — 3,87% a gennaio e febbraio, 3,81% a marzo, 3,91% ad aprile, 3,96% a maggio, 3,95% a giugno, 3,81% a luglio — conferma agosto come mese del rialzo.

Prestiti alle famiglie in crescita: +2,9% sui dodici mesi

Ad agosto i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,9% sui dodici mesi, dal 2,6% di luglio; i prestiti al settore privato sono saliti del 3,7% e quelli alle società non finanziarie del 4,2%. Il credito continua quindi a scorrere anche mentre il costo del denaro sale. Per chi compra la prima casa il margine di manovra resta nel confronto tra preventivi e nella composizione delle spese, non nel livello medio del mercato.

Cosa controllare prima di firmare

Con il TAEG medio al 3,99%, la differenza tra due offerte si gioca sulle voci che compongono il tasso effettivo: il TAEG include infatti le spese accessorie. Poiché le incorpora tutte, confrontare due preventivi su questo singolo numero è più affidabile che guardare il tasso nominale. Chi accende il primo mutuo oggi parte da un livello che non si vedeva da due anni. Se il TAEG resta sopra il 3,8% come in tutti i primi otto mesi del 2026, il confronto tra preventivi diventa la leva più concreta per contenere la rata.

Fonti

Mutuo prima casa: Eurirs in calo, rate fisse sotto i 425 euro

Chi compra la prima casa e cerca un mutuo a tasso fisso trova un quadro in leggero miglioramento al 6 ottobre 2026: l'Eurirs a 10 anni scende al 3,58%, quello a 20 anni al 3,63% e il 30 anni resta fermo al 3,47%. Le migliori offerte per l'acquisto dell'abitazione principale scendono sotto i 425 euro di rata mensile su un mutuo da 100.000 euro in 30 anni, con il TAEG più basso fermo al 3,16%.

Euribor e Eurirs del 6 ottobre 2026: i valori di riferimento

Gli indici che indicizzano i mutui si aggiornano ogni giorno lavorativo. Al 6 ottobre 2026 l'Euribor a 1 mese scende al 2,424% (da 2,432%), il 3 mesi sale al 2,602% (da 2,597%), il 6 mesi scende al 2,954% (da 2,986%) e il 12 mesi al 3,177% (da 3,186%). Sul fisso, l'Eurirs a 10 anni cala al 3,58%, il 15 anni al 3,65%, il 20 anni al 3,63% e il 25 anni al 3,55%; il 30 anni resta stabile al 3,47%.

Indice6 ottobre 20265 ottobre 2026
Euribor 1 mese2,424%2,432%
Euribor 3 mesi2,602%2,597%
Euribor 6 mesi2,954%2,986%
Euribor 12 mesi3,177%3,186%
Eurirs 10 anni3,58%3,62%
Eurirs 15 anni3,65%3,67%
Eurirs 20 anni3,63%3,64%
Eurirs 25 anni3,55%3,57%
Eurirs 30 anni3,47%3,47%

Per chi accende un mutuo a tasso fisso, il parametro di riferimento è l'Eurirs della durata scelta: un piano da 30 anni guarda all'Eurirs 30 anni, oggi al 3,47%. Il tasso variabile, invece, segue l'Euribor: una rata legata all'indice a 1 mese parte da un valore del 2,424%, il più basso tra le scadenze rilevate.

Le migliori offerte per il mutuo prima casa

Sul listino del 6 ottobre 2026, le tre proposte segnalate per l'acquisto dell'abitazione principale a tasso fisso hanno TAEG compresi tra 3,16% e 3,29%. Banco BPM applica il TAN più basso (2,95%), ma è Banco di Desio e della Brianza a offrire il TAEG più contenuto (3,16%), grazie a spese iniziali di 487,90 euro tra istruttoria e perizia, contro i 1.320 euro richiesti da Banco BPM.

Aggiornamento dei tassi Euribor e IRS per il 6 ottobre 2026
Una coppia riceve le chiavi della nuova casa da un agente immobiliare. Foto di Thirdman su Pexels
BancaProdottoTANTAEGRata mensile
Banco BPMMUTUO CASA TASSO FISSO FINITO GREEN2,95%3,21%418,91 €
Banco di Desio e della BrianzaMutuo D-Evolution Green3,00%3,16%421,60 €
BPER BancaMutuo Promo Tasso Fisso Green3,05%3,29%424,31 €

Il profilo su cui sono costruite le simulazioni è quello di un impiegato di 35 anni residente a Milano, con 2.600 euro di reddito mensile, un mutuo di 100.000 euro su un immobile da 200.000 euro e una durata di 30 anni.

Cosa cambia nella rata di chi compra la prima casa

Tradotto sui numeri di un primo acquisto, la rata di 418,91 euro pesa circa il 16,1% dei 2.600 euro di reddito mensile della simulazione (418,91 / 2.600). Il rapporto tra mutuo e valore dell'immobile è del 50% (100.000 su 200.000 euro), una soglia che nella prassi bancaria lascia ampio margine e apre l'accesso alle condizioni migliori del listino.

Sui 30 anni, la distanza tra la rata più bassa e la terza offerta vale 1.944 euro: 418,91 contro 424,31 euro al mese, moltiplicati per 360 rate. BPER Banca parte però da spese iniziali di 1.048 euro (istruttoria 698 più perizia 350), contro i 1.320 euro di Banco BPM, riducendo il divario netto a circa 1.670 euro. La priorità, per chi accende il primo mutuo, è confrontare i TAEG e leggere con attenzione istruttoria e perizia: su un piano trentennale spostano il costo effettivo più di quanto sembri.

Il segnale che conta il 6 ottobre non è il movimento di pochi punti base da un giorno all'altro, ma la distanza tra le offerte: la scelta della banca, sui 30 anni, pesa più di un'oscillazione quotidiana dell'Eurirs.

Fonti

Prima casa, tasso fisso ai massimi: ultima chiamata per bloccarlo

Il tasso fisso a 30 anni ha raggiunto il livello più alto degli ultimi quasi tre anni e la domanda di nuovi mutui ha iniziato a rallentare. Per chi compra la prima casa la decisione si concentra su un punto: bloccare adesso il tasso o rischiare condizioni più care nei prossimi mesi. Le banche non hanno ancora incorporato del tutto il nuovo scenario sui listini del fisso, e il Sole 24 Ore pone la domanda "ultima chiamata per il tasso fisso?": la finestra potrebbe chiudersi a breve.

Domanda in calo, tassi ai massimi: cosa cambia per il primo acquisto

Il rallentamento della domanda di nuovi mutui e il record del tasso fisso a 30 anni arrivano insieme, il 7 ottobre 2026. Per chi compra la prima casa il quadro è più chiaro di quanto sembri: le richieste frenano, ma le condizioni di mercato restano ai massimi degli ultimi quasi tre anni. Non c'è quindi un "momento migliore" in arrivo a breve.

Per un primo acquisto, la variabile operativa non è la direzione dei tassi in astratto, ma quanto le banche stiano ancora usando listini precedenti al nuovo scenario. Chi attende un'inversione di tendenza rischia di restare esposto a offerte già pronte a salire.

Tassi mutui trentennali ai massimi: la domanda di nuovi mutui rallenta a ottobre
Uomo che firma un documento di mutuo mentre conta denaro e calcola il costo della casa. Foto di Monstera Production su Pexels

Perché il Sole 24 Ore parla di "ultima chiamata" sul fisso

La Bce ha rialzato i tassi e l'inflazione è tornata a preoccupare, ma le offerte delle banche sui mutui a tasso fisso non hanno ancora recepito per intero il nuovo scenario. La videoanalisi del Sole 24 Ore del 6 ottobre 2026, firmata da Vito Lops e Angelica Migliorisi con Guido Bertolino, Responsabile Business Development di MutuiSupermarket, analizza proprio la durata di questa finestra.

Nel confronto tra offerte, rate e scenari futuri trova spazio anche chi ha già un mutuo e valuta la surroga — opzione che non riguarda però il primo acquisto. Per chi accende il mutuo per la prima volta la variabile rilevante è un'altra: quanto a lungo le banche manterranno i listini del fisso ancorati al vecchio scenario.

Il segnale che il primo acquirente deve leggere

Le due fonti raccontano lo stesso episodio con angoli diversi: MarketScreener guarda al mercato e misura il rallentamento della domanda, il Sole 24 Ore guarda all'offerta e misura la distanza tra listini e scenario Bce. Letti insieme, i due pezzi dicono qualcosa che nessuno dei due esplicita: la corsa al tasso fisso non è guidata dalla prospettiva di un ribasso, ma dal timore di un ulteriore rialzo.

Per chi firma un primo mutuo, questo cambia la gerarchia delle priorità. La domanda da farsi non è "quanto scenderanno i tassi", ma "quanto a lungo la mia banca terrà ancora questo listino". La finestra è temporale, non di prezzo: chi aspetta un segnale dal mercato prima di bloccare il tasso rischia di trovarsi davanti a offerte già adeguate al nuovo scenario.

Fonti

Inflazione al 4,2%: cosa cambia per il mutuo prima casa

Il ritorno dell'inflazione al 4,2% a settembre 2026 non è soltanto una statistica: per chi sta per comprare la prima casa significa un budget più stretto e un mutuo potenzialmente più caro. La spinta dei prezzi di energia e alimentari freschi erode la capacità di risparmio per l'anticipo, proprio mentre la BCE ha alzato i tassi a settembre e l'inflazione di fondo sale all'1,7%. Chi cerca un finanziamento per il primo acquisto si trova davanti a una doppia pressione: rata e spese quotidiane.

Perché l'inflazione al 4,2% pesa su chi compra la prima casa

L'inflazione al 4,2% di settembre 2026 colpisce soprattutto le voci che una famiglia incontra ogni giorno: energia e alimentari non lavorati. Per chi sta comprando la prima casa l'effetto è doppio, perché il rincaro erode il reddito disponibile mentre il costo del denaro resta alto.

Le stime preliminari Istat indicano un aumento dello 0,7% su base mensile e del 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto. I beni energetici accelerano al +22,3% annuo, con gli energetici regolamentati a +25,9% e quelli non regolamentati a +22,2%. Il gas naturale del mercato tutelato segna un balzo del 47,2%. Gli alimentari non lavorati salgono al +5,5%, mentre il carrello della spesa passa da +0,9% a +1,7% e i prodotti ad alta frequenza d'acquisto al +5,3%.

Per un nucleo che pianifica l'acquisto della prima casa, queste voci assorbono quote crescenti del reddito mensile e riducono il margine da destinare all'anticipo e alla rata.

La BCE alza i tassi e il mutuo variabile diventa più caro

Il 10 settembre 2026 la Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi di riferimento di 25 punti base, il secondo rialzo del 2026, avvertendo che l'inflazione resterà sopra l'obiettivo per un periodo prolungato. Per chi accende un mutuo a tasso variabile questo si traduce in rate più pesanti.

Il quadro europeo non aiuta: ad agosto 2026 l'inflazione dell'area euro era al 3,3%. In Italia quella di fondo sale dall'1,5% all'1,7%, segnale che i rincari stanno filtrando anche nei servizi e nelle spese ricorrenti, non solo nell'energia. La variazione media acquisita per il 2026 arriva al 3,1%: significa che il carrello di prezzi già accumulato peserà anche nei prossimi mesi, indipendentemente da come si muoveranno le quotazioni.

Inflazione a settembre 2026 al 4,2%: spinta su energia e alimentari
Coppia seduta a tavola che esamina documenti finanziari e consulta il laptop. Foto di ANTONI SHKRABA production su Pexels

Bollette e carrello erodono il budget per l'anticipo

Le associazioni dei consumatori hanno quantificato la stangata. Per il Codacons l'aggravio è di circa 1.389 euro l'anno per una famiglia media e fino a 1.918 euro per un nucleo con due figli, a parità di consumi. Spalmando i 1.389 euro sui dodici mesi, il calcolo porta a 115,75 euro in più al mese; nel caso del nucleo con due figli si arriva a 159,83 euro mensili (1.918 diviso 12).

Sono cifre che pesano direttamente sulla capacità di risparmio. La differenza tra l'inflazione generale al 4,2% e quella di fondo all'1,7% è di 2,5 punti percentuali: è la misura della spinta di energia e alimentari freschi, la componente più volatile e più difficile da rinviare. Un dato che, letto insieme al rialzo BCE di settembre, dice che il costo del denaro e il costo della vita stanno salendo nello stesso momento.

Il clima di fiducia conferma la prudenza: l'indice dei consumatori scende da 94,5 a 91,2 e quello delle imprese da 97,0 a 95,9, interrompendo tre mesi consecutivi di crescita. Chi compra casa tende a rinviare le decisioni quando lo scenario è incerto.

Cosa valutare prima di accendere il mutuo

Per chi apre un finanziamento per la prima casa in questo scenario, tre fronti contano più del resto. Il primo è il peso della rata: la BCE ha appena alzato i tassi e non segnala inversioni rapide. Il secondo è la capienza di spesa reale, perché bollette e carrello erodono ogni mese il margine per l'anticipo. Il terzo è la tenuta del piano di rimborso, dato che l'inflazione di fondo in salita rende meno scontata una discesa veloce del costo del denaro.

Un mutuo a tasso variabile si muove con l'Euribor, che risente delle decisioni della BCE. Un tasso fisso blocca la rata, ma viene fissato in un momento in cui le aspettative di inflazione restano elevate. In entrambi i casi, il quadro di settembre 2026 suggerisce di non costruire il budget dell'acquisto su uno scenario di tassi in calo nel breve periodo.

Il nodo per chi compra la prima casa non è il dato di settembre in sé, ma quanto a lungo energia e alimentari freschi resteranno i motori dei rincari: finché l'inflazione di fondo continua a salire, il costo del denaro difficilmente tornerà a scendere in tempi rapidi, e il budget per l'anticipo resta sotto pressione.

Fonti

Prima casa con poco anticipo: mutui alto LTV +9,1%, il traino del Fondo Consap

I mutui che finanziano oltre l'80% del valore dell'immobile sono cresciuti del 9,1% per numero di contratti nel secondo trimestre 2026, mentre il mercato generale dei mutui casa arretra del 3,6%. Chi compra la prima casa senza un anticipo consistente non si è fermato. Il profilo di chi accede a questa leva, però, è cambiato: più avanti con l'età, sempre più spesso da solo. E per una fetta larga di questi acquirenti la chiave che apre la porta resta la garanzia pubblica sul mutuo prima casa.

Alto LTV: cosa significa finanziare oltre l'80% della casa

Il loan-to-value è il rapporto tra l'importo del mutuo e il valore dell'immobile. Un finanziamento ad alto LTV supera l'80%, quindi comprime al minimo il capitale da versare in anticipo. Nei primi otto mesi del 2026 le richieste con LTV oltre l'80% hanno pesato per il 24,4% del totale sul canale digitale, contro il 22,6% dei finanziamenti effettivamente erogati. Il divario di 1,8 punti percentuali dice qualcosa di preciso: la domanda di credito ad alta leva è più ampia di quanto le banche arrivino a concedere, e una parte dei dossier non supera la valutazione del merito creditizio.

Chi accende un mutuo oltre l'80%: 39,3 anni, spesso da solo

Nel secondo trimestre 2026 l'età media di chi ottiene un mutuo ad alto LTV è salita a 39,3 anni, contro i 38,5 di un anno prima: quasi un anno in più in dodici mesi. Il 52,7% dei contratti è mono-richiedente, in aumento dal 51,1%. Più della metà di questi acquisti poggia quindi su un solo reddito, senza un co-intestatario che condivida il rischio.

Il fenomeno non è più solo giovanile né concentrato nelle grandi città. Sul territorio la crescita è omogenea:

  • +10% al Sud
  • +9,9% al Nord
  • +7,5% al Centro

Il quadro nazionale aiuta a leggere il dato: secondo l'Istat, nel 2025 il 37,1% delle famiglie italiane è composto da una sola persona, contro il 25,9% di vent'anni prima.

Il Fondo Garanzia Mutui Prima Casa: 8,2 miliardi nel 2025

Per chi ha risorse iniziali limitate esiste uno strumento dedicato, gestito da Consap per conto del Ministero dell'Economia e delle Finanze: il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa. Nel 2025 ha garantito finanziamenti per 8,2 miliardi di euro, il 12% in più rispetto ai 7,29 miliardi del 2024, gestendo 88.189 domande.

Mutui ad alto LTV in crescita del 9,1%: si compra casa con poco anticipo
Casa in miniatura con chiavi e contratto immobiliare. Foto di Atlantic Ambience su Pexels
Voce20252024
Finanziamenti garantiti8,2 mld €7,29 mld €
Variazione annua+12%—
Domande gestite88.189—

Rapportando i due valori, ogni domanda gestita corrisponde a circa 93.000 euro di capitale garantito: un ordine di grandezza che collima con il taglio tipico del mutuo prima casa.

Requisiti: la garanzia copre fino all'80% per le categorie prioritarie

Nel rispetto dei requisiti ISEE previsti, la garanzia Consap può coprire fino all'80% della quota capitale per le categorie considerate prioritarie:

  • under 40
  • famiglie con almeno tre figli
  • inquilini di case popolari
  • genitori single con figli minorenni

L'elenco intercetta una platea ampia di acquirenti soli. Nei primi mesi del 2026 le categorie prioritarie hanno rappresentato il 93,9% delle richieste al Fondo.

Cosa cambia per chi compra la prima casa oggi

La prima casa resta il motore del mercato: nel 2026 vale il 70,3% delle richieste di mutuo e il 77,9% delle erogazioni. Sul costo del denaro, la media ABI sui nuovi finanziamenti era al 3,48% a giugno 2026, contro il 3,19% di dodici mesi prima. Le migliori condizioni sul canale digitale restano però sensibilmente più basse: nel secondo trimestre 2026 i tassi minimi rilevati erano al 2,32% per il variabile e al 2,90% per il fisso, con un divario di 116 e 58 punti base rispetto alla media ABI. Nel terzo trimestre i minimi si sono attestati al 2,58% e al 2,99%.

Per chi compra con anticipo ridotto la conseguenza pratica è doppia. Da un lato, l'importo medio erogato per pratica è in lieve arretramento — i volumi alto LTV crescono dell'8,2% contro il 9,1% dei contratti — perché una rata più cara riduce il capitale che la banca considera sostenibile. Dall'altro, la combinazione tra età media in salita e contratti mono-richiedente rende il merito creditizio e i costi assicurativi collegati a un LTV elevato i veri passaggi da preparare prima di presentare la domanda.

Verificare in anticipo se si rientra nelle categorie prioritarie Consap non è un dettaglio burocratico: è ciò che può trasformare un anticipo insufficiente in un mutuo approvato.

Fonti

Mutui prima casa: IRS in calo, il fisso resta sotto l’indice

Gli Eurirs hanno chiuso in ribasso il 29 settembre 2026 su tutte le scadenze rilevate, mentre l'Euribor è salito su tutti e quattro i riferimenti principali. Per chi sta per accendere il mutuo della prima casa il dato pesa più di quanto sembri: il tasso fisso, che nei primi otto mesi del 2026 ha raccolto il 92,2% delle richieste, viaggia ancora su valori inferiori all'indice a cui le banche lo agganciano.

Euribor in rialzo su tutte le scadenze

Il 29 settembre l'Euribor a 1 mese è passato da 2,484% a 2,49%, quello a 3 mesi da 2,594% a 2,617%, il 6 mesi da 3,066% a 3,103% e l'1 anno da 3,356% a 3,362%. Il movimento ribalta la seduta precedente: lunedì 28 settembre il 3 mesi, il 6 mesi e l'anno erano scesi, mentre il solo 1 mese era salito, da 2,46% a 2,484%. Per un mutuo variabile questi valori restano la base su cui la banca applica lo spread.

Eurirs: due sedute e ritorno al punto di partenza

Sul fronte dei tassi fissi il quadro è opposto. L'Eurirs a 10 anni è sceso da 3,74% a 3,7%, il 15 anni da 3,77% a 3,75%, il 20 anni da 3,74% a 3,72%, il 25 anni da 3,65% a 3,64% e il 30 anni da 3,56% a 3,55%. Il confronto con la seduta precedente chiarisce l'entità del movimento: il 28 settembre tutti gli Eurirs erano saliti, con il 30 anni passato da 3,49% a 3,56%. Dopo i due giorni, il 10 anni è tornato esattamente al valore che precedeva il rialzo, il 3,7%.

Quanto costa davvero il fisso per la prima casa

Le tre migliori offerte fisse rilevate il 30 settembre 2026 alle ore 09:00 su un mutuo di 100.000 euro in 30 anni (impiegato di 35 anni, residente a Milano, reddito di 2.600 euro mensili, immobile da 200.000 euro) hanno TAN compresi tra 2,95% e 3,09%.

Aggiornamento tassi Euribor e IRS del 28-29 settembre 2026
Composizione di carta ritagliata che raffigura un agente immobiliare davanti a una casa con l'indicazione di mutuo e interessi. Foto di Monstera Production su Pexels
BancaProdottoTANTAEGRata mensileSpese iniziali
Banco BPMMutuo Casa Tasso Fisso Finito Green2,95%3,21%418,91 €1.320,00 €
Banco di Desio e della BrianzaMutuo D-Evolution Green3,00%3,16%421,60 €487,90 €
Crédit Agricole ItaliaMutuo Credit Agricole Flexi3,09%3,34%426,47 €0,00 €

Le spese iniziali sono la somma di istruttoria e perizia: 1.000 + 320 euro per Banco BPM, 250 + 237,90 euro per Banco di Desio, zero per Crédit Agricole Italia, che azzera istruttoria e perizia sugli immobili in classe A e B.

Il conto che interessa a un primo acquisto è però sul costo complessivo. Il TAN più basso, il 2,95% di Banco BPM, è inferiore di 60 punti base all'Eurirs a 30 anni (3,55%) e di 77 punti base a quello a 20 anni (3,72%): la banca prezza sotto l'indice. Ma la rata più bassa, 418,91 euro, vale 7,56 euro in meno al mese rispetto ai 426,47 euro di Crédit Agricole Italia: su 360 rate fanno 2.721,60 euro. Banco BPM chiede in cambio 1.320 euro di spese iniziali contro zero: sottraendo le spese, il vantaggio del TAN più basso si riduce a circa 1.400 euro spalmati su trent'anni.

Cosa cambia per chi accende il mutuo adesso

Le agevolazioni per la prima casa — dalle garanzie pubbliche dedicate ai mutui prima casa alle misure per gli under 36 — non modificano i valori di Euribor ed Eurirs: il tasso finale resta la somma tra indice e spread, e su quella base agiscono i requisiti di accesso e le coperture. Per questo la scelta tra fisso e variabile resta il vero snodo, e il momento di rilevazione conta.

Con l'Euribor a 3 mesi a 2,617% e l'Eurirs a 20 anni a 3,72%, il divario tra i due riferimenti è di 110,3 punti base: chi sceglie il variabile parte da un indice più basso, ma il rialzo del 29 settembre ha riguardato tutte e quattro le scadenze Euribor, mentre gli Eurirs hanno corretto al ribasso. Chi oggi firma un fisso sotto l'indice blocca condizioni che, se il 10 anni risale verso il 3,74% del 28 settembre, non troverà più.

Fonti