Euribor in calo: cosa cambia per il mutuo prima casa ad agosto 2026

L’aggiornamento dei tassi Euribor e IRS di lunedì 3 agosto 2026 porta buone notizie per chi sta per accendere un mutuo prima casa. Gli indici di riferimento per i mutui a tasso variabile sono scesi su quasi tutte le scadenze, mentre gli IRS — il parametro che guida i tassi fissi — hanno ceduto terreno su tutta la curva, fino a 5 punti base in meno rispetto alla rilevazione precedente. Per un giovane under 36 o una famiglia al primo acquisto, questo si traduce in rate mensili potenzialmente più leggere e in condizioni di accesso al credito meno onerose proprio nella fase di istruttoria.
Cosa significa per chi accende un mutuo con il Fondo Garanzia Prima Casa
Il calo dell’Euribor si inserisce in un quadro che tocca direttamente chi ricorre al Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, lo strumento gestito da Consap che copre fino al 50% della quota capitale sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale. L’accesso al Fondo è vincolato a precisi requisiti: l’immobile non deve rientrare nelle categorie catastali di lusso (A1, A8, A9), il mutuatario non può essere proprietario di altri immobili a uso abitativo, e l’importo del finanziamento non può superare i 250.000 euro.
Con gli indici Euribor in discesa, la rata iniziale di un mutuo variabile garantito dal Fondo risulta più bassa in fase di ammortamento. Un dato che conta soprattutto per gli under 36, che fino a dicembre 2026 possono ancora beneficiare dell’esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale, oltre all’azzeramento dell’imposta sostitutiva sul finanziamento.
Come si muovono gli indici Euribor al 3 agosto 2026
Il tasso Euribor a 1 anno — il parametro più diffuso per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile — è sceso al 2,939%, in calo di 2,5 punti base rispetto al fixing precedente del 2,964%. Scendono anche l’Euribor a 3 mesi (da 2,484% a 2,461%) e l’Euribor a 6 mesi (da 2,706% a 2,705%). L’unica voce in controtendenza è l’Euribor a 1 mese, salito da 2,209% a 2,242%.

Per chi sta valutando un mutuo prima casa a tasso variabile, i dati sono rilevanti: l’Euribor a 1 anno sotto la soglia del 3% significa che il costo base del finanziamento resta contenuto.
Cosa scende anche sul fronte del tasso fisso
Anche i parametri IRS (Interest Rate Swap), che determinano il costo dei mutui a tasso fisso, hanno registrato ribassi su tutte le scadenze. L’IRS a 10 anni è passato da 3,24% a 3,19%, mentre l’IRS a 20 anni — riferimento per i piani di ammortamento più lunghi — è sceso da 3,41% a 3,37%. L’IRS a 30 anni chiude a 3,3%, in calo di 3 punti base.
Per chi compra la prima casa e cerca la stabilità della rata, la discesa degli IRS si riflette sulle offerte già disponibili sul mercato. L’osservatorio di MutuiOnline.it segnala Credem con un TAN del 3,04% su 30 anni per 100.000 euro (rata mensile di 423,76 euro) e Banco BPM con un TAN del 3,20% (rata di 432,47 euro). Offerte che restano accessibili anche per chi deve rispettare il limite di finanziamento all’80% del valore dell’immobile, tipico delle operazioni con garanzia Consap.
Analisi: perché questo calo conta proprio adesso per il primo acquisto
La discesa dell’Euribor a 1 anno a 2,939% e dell’IRS a 10 anni a 3,19% riduce il differenziale tra variabile e fisso a circa 25 punti base. Considerando un finanziamento da 120.000 euro in 20 anni, il variabile costa oggi circa 653 euro mensili contro i 685 del fisso, con un risparmio complessivo di circa 7.600 euro sull’intera durata del mutuo. Chi attiva un mutuo prima casa in questa finestra di agosto 2026 si assicura un punto di ingresso più favorevole su entrambe le opzioni di tasso. La combinazione con le agevolazioni under 36 — dove ancora attive — amplifica il vantaggio: l’azzeramento delle imposte d’atto può liberare liquidità sufficiente a coprire le spese di istruttoria e perizia, che nelle offerte attuali oscillano tra 800 e 1.200 euro.


















